A Nizza c’è un’investigatrice privata che fa i conti con una serie di delitti. Sullo sfondo, ma non troppo, c’è la Francia di oggi, fra corruzione e immigrazione clandestina, imprenditoria spregiudicata, rigurgiti nazionalisti e turismo di massa. “Boccanera” di Michèle Pedinielli è l’avvio di una nuova serie polar che promette bene…
Arriva in Italia grazie a Fandango una nuova serie noir – o meglio polar, come usa dire Oltralpe – che ha per protagonista l’investigatrice privata Ghjulia Boccanera, per gli amici Diou, cinquantenne di origini corse, residente a Nizza.
Diou è una donna emancipata, figlia del suo tempo: divorziata, con un ex marito in polizia, bevitrice indefessa di caffè, affezionata alla sua Vespa, divide casa con un coinquilino dalla bellezza conturbante (“il mio Pasolini”) e ha scelto di non diventare madre, anche se questo ha significato perdere l’uomo che ama:
… io sono incapace di diventare madre. Non lo voglio. Neanche per l’uomo più divertente, gentile, premuroso della terra. Un giorno mi sono fatta operare. Per essere sicura che non potesse succedermi niente. Soprattutto non il dilemma dell’aborto.
Una detective contemporanea
Diou ha scelto anche di vivere pericolosamente, fronteggiando i rischi della sua professione con un mix di humor, cinismo, sfrontatezza, coraggio, faccia tosta. Siamo lontani anni luce dal tempo in cui quello del detective era considerato Un lavoro inadatto a una donna, titolo di un celebre romanzo di P.D. James, e madame Boccanera ha ben poco a che vedere con lo stereotipo dell’investigatrice che la letteratura ha prodotto nel secolo scorso. Il buon Dylan ci aveva avvertito, times they are a-changin’, e il salto da Cordelia Gray – correva l’anno 1972 – a Ghjulia Boccanera è decisamente epocale ma anche significativo del ruolo nuovo che l’universo femminile si è ritagliato in ogni contesto della vita e della letteratura.
Torniamo a noi. In questa avventura d’esordio di Michèle Pedinielli (traduzione di Luca Bondioli) – che apre la serie – Boccanera viene ingaggiata da Dorian Lasalle, un giovane distrutto per la perdita del compagno, Mauro Giannini. Quest’ultimo era ingegnere presso la società Rafaelo, la compagnia di costruzioni che sta realizzando uno snodo stradale idoneo – negli intendimenti dell’amministrazione cittadina – a smaltire il traffico da e verso il porto di Nizza. Alla misteriosa morte dell’ingegnere – qualche giorno prima del suo trasferimento presso la sede di New York – segue una catena di delitti altrettanto brutali ed efferati, in cui verrà coinvolta in prima persona anche Boccanera.
Una spirale di colpi di scena
L’indagine si inerpica per i vicoli della città, fa tappa nei bar in cui si riunisce un’umanità varia fatta di immigrati, senzatetto, anziani sempre più soli, gente comune che sbarca il lunario; passa attraverso i locali notturni dove si esibiscono drag queen voluttuose; lambisce i gruppi omofobi e identitari che circolano indisturbati; tocca i piani alti dove si destreggia, dietro a una cortina di rispettabilità, chi manovra le leve del potere. È una spirale crescente di colpi di scena, conditi da ritmo, ironia e da uno sguardo critico sul contesto sociale.
Nizza – tutta ombre e luci, multietnica e multiforme, crogiuolo di lingue e punto di incontro di civiltà – è protagonista insieme a un buon numero di personaggi, che vengono tratteggiati e che rivestono tutte le caratteristiche per diventare validi compagni di viaggio della detective e beniamini degli amanti del genere:
Evito Rue Pairolière e la sua fiumana di turisti arginati da venditori di souvenir da quattro soldi e raggiungo le vie più belle di Nizza vecchia, calme, vuote, in cui la biancheria alle finestre non serve a fare folclore e dove tutti si chiamano per nome…
Una lingua senza sovrastrutture
Se le serie si giudicano sulla distanza, si può affermare che Boccanera (216 pagine, 17,50 euro), questo primo capitolo – che si inserisce a pieno titolo nel filone dei polizieschi mediterranei – è promettente. La trama è avvincente e ben strutturata, raccontata da Diou con un linguaggio schietto, popolare e popolano, scevro da sovrastrutture.
Anche i temi di fondo sono attuali e coinvolgeranno i lettori cisalpini (e oltre), per la contiguità non solo geografica delle questioni irrisolte sollevate: l’immigrazione clandestina, la corruzione nel mondo degli affari, la spregiudicatezza di certa imprenditoria rampante, la sicurezza sul luogo di lavoro, i rigurgiti nazionalisti che percorrono sottopelle la società contemporanea, la perdita di identità dei centri storici e dei borghi pittoreschi subissati dal turismo di massa e sacrificati sull’altare della gentrificazione.
Michèle Pedinielli, con ascendenze corse e italiane, oltre che autrice di romanzi è stata anche giornalista e consulente di comunicazione digitale. Boccanera, uscito in Francia nel 2018 come primo volume di una tetralogia, ha suscitato l’interesse del pubblico e ottenuto svariati riconoscimenti da parte della critica.
Non ci resta che dire: bienvenue en Italie madame Boccanera!
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