Se non ci si ama fino in fondo, Madeleine Gray graffia il cuore

Nel suo primo libro Madeleine Gray racchiude tutto ciò che spaventa i giovani: la paura di non essere visti, di fallire, di non valere abbastanza. Lo sforzo immane di farsi scegliere solo per finire a essere la seconda scelta. “(Non) disponibile” racconta, con un’ironia che si fa più pungente a ogni pagina, cosa può accadere quando l’amor proprio rincorre la disponibilità emotiva…

(Non) disponibile (324 pagine, 20 euro) è il romanzo d’esordio dell’australiana Madeleine Gray, tradotto da Alessandra Castellazzi e edito in Italia da Mondadori nella collana Strade Blu. Avvolto da una copertina verde in tema con il simbolismo del titolo – ancora più immediato nell’originale Green Dot –, il romanzo affronta il delicato tema della disponibilità emotiva e sociale attraverso gli occhi di una millennial.

Un pallino verde, un nuovo amore

Hera ha ventiquattro anni, tre lauree umanistiche e nessuna idea di cosa fare del proprio futuro. Così bruscamente Madeleine Gray ci proietta nello status quo di una giovane donna persa nella sua stessa esistenza, in un susseguirsi di giornate tutte uguali e immuni a ogni stimolo esterno. Hera vive i migliori anni della vita a scrocco nella casa del padre, a Sydney, esplorando la propria sessualità e invidiando le carriere già avviate dei suoi coetanei.

Proprio come il colore che accompagnerà questa storia, anche il conto in banca di Hera è al verde. Così, per disperazione, la giovane accetta un posto come moderatrice di commenti per un giornale online. La corporate life non tarda a deludere le sue aspettative: è chiaro fin dal primo giorno che verrà pagata per un lavoro inutile, noioso e alienante, in cui il massimo dell’adrenalina giornaliera sarà scambiare furtivi messaggi in chat con la misteriosa (ma simpatica) compagna di scrivania, Mei Ling.

Dall’altro lato dell’ufficio, in un mondo a parte e gerarchicamente sopraelevato, si trovano i giornalisti, sapienti autori del materiale che Hera deve valorosamente proteggere dagli haters del web. Seppur con una punta d’invidia, Hera li osserva distante, conscia del muro invisibile che li separa.

Ciò finché non incontra Arthur, un collega più grande e all’apparenza importante nell’ecosistema dell’ufficio, con cui inizia a chattare durante le ore di lavoro. Fra i due scocca la scintilla e Hera ne è attratta a tal punto da decidersi a fare la prima mossa. Dopo una notte d’amore, però, ecco la prima di una lunga serie di docce fredde: Arthur è sposato.

Ben presto quel diversivo, nato come salvagente per affrontare tristi giornate aziendali, si trasforma in un interruttore capace di accendere la felicità di Hera quando vede il pallino verde che indica che Arthur è online. I tre pallini indicano che lui le sta scrivendo, che per una manciata di secondi la sua attenzione è tutta per lei. Hera è innamorata.

Fiorisco quando lo vedo, appassisco quando se ne va.

Com’è prevedibile, la coscienza della giovane inizia a scalpitare fin dal primo istante. Non è andata da lui per fare l’amante, ma ora che ha assaggiato quell’euforia è pronta a lottare per tenersela stretta. L’uomo, dal canto suo, non sembra voler rinunciare alla tresca ed evita accuratamente di menzionare il suo matrimonio in presenza di Hera. Ma non è solo passione. Arthur sembra ricambiare quei sentimenti e, quando lei gli dice che lo ama, risponde: “Ti amo anch’io”.

Sento le braccia di Arthur circondarmi, tirarmi a sé, e penso che forse capisce. È questo l’amore, penso di nuovo: io piango e tu ci sei.

Un’apparente commedia romantica

L’opera prima di Madeleine Gray graffia il cuore dei lettori come una lama affilata. Con uno stile ironico in principio, l’autrice crea un forte legame con i lettori e rompe spesso la quarta parete quando il narratore onnisciente – impersonato dalla protagonista – anticipa tutti i “te l’avevo detto”, cercando una giustificazione ad ogni scelta scellerata dettata da un amore segreto e senza speranza. E noi, attratti da un’apparente commedia romantica, ci ritroviamo prima a ridere di un riso amaro, poi a piangere davanti all’inevitabile disfatta di una giovane donna costretta a essere un segreto.

Hera tenta in tutti i modi di appigliarsi a ogni briciolo di razionalità rimasto nella sua testa, ma basta uno sguardo di Arthur a far crollare tutto. E le sue giornate diventano sempre più buie finché non arriva il pallino verde a illuminarle, a dirle che lui esiste, è reale. E ha finalmente tempo per lei.

Arthur dice sempre di non aver mai avuto il tempo di godersi le cose come faccio io e stasera gli dico, come gli ho già detto altre volte: «Arthur, il tempo è ovunque, è in tutto. Il tempo è letteralmente l’unica cosa che esiste».

“Scegli me, così che non debba farlo io”

Madeleine Gray costruisce una storia che intreccia amore, rabbia, senso di inadeguatezza e complessi di inferiorità, in un rapporto sentimentale sbilanciato fin dall’inizio. Hera è giovane e piena di vita, sì, ma Arthur è potente, ricco ed esercita su di lei un’influenza incontrastabile. Il finale è tanto prevedibile quanto doloroso. Vorremmo aiutarla, noi lettori, quella povera donna, dirle che non può vivere nascosta in una camera d’hotel in attesa di disponibilità centellinate, di ardore nei ritagli di tempo.

Le promesse di Arthur di lasciare sua moglie, neanche a dirlo, si sprecano. Sarà domani, il mese prossimo, a Capodanno, ma stiamone certi: lo farà. Glielo dirà. Così i due potranno finalmente stare insieme – pensa Hera, e il lettore ha un tuffo al cuore.

Perdipiù, la nostra protagonista è costretta a vivere nell’ombra di una moglie inconsapevole della sua esistenza, una presenza invisibile eppure così costante e invadente contro la propria volontà.

Sono una bambina, Kate è una donna. Ma devo iniziare a pensare che sono una persona che merita qualcosa. È un imperativo. Sto giocando a un gioco per adulti.

Quando Kate (la moglie) rimane incinta, il vaso è destinato a traboccare. Ma tantissime gocce delle lacrime di Hera dovranno essere versate perché ciò accada. (Non) disponibile non è una commedia, è una tragedia. E come le migliori storie, anche la nostra ha un’eroina: Hera si accorgerà, quando non è ancora troppo tardi, che guardare sempre lo stesso punto porta a perdere di vista il quadro generale della vita. In un finale colmo di speranza, Hera deciderà di amarsi e di scegliersi, lasciando che il pallino verde si spenga per sempre.

Seguici su InstagramTelegramWhatsAppThreadsYouTube Facebook e X. Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *