Feijoo Fariña, vite minuscole prima del crollo del ponte Morandi

Piccole tappe prima del baratro, prima che Genova non sia più la stessa, con il crollo del ponte Morandi. “Come onde di passaggio” di Begoña Feijoo Fariña è un romanzo corale, con capitoli concitati, che somigliano a racconti, e una sinfonia di personaggi che si toccano o si sfiorano, quando la tragedia è imminente. Tra angosce, desideri, tensioni, ferite d’amore…

Sono proprio Come onde di passaggio le vite dei personaggi messi sulla carta dall’autrice galiziana Begoña Feijoo Fariña nel suo quarto romanzo (144 pagine, 17 euro), pubblicato da Gabriele Capelli. Eppure hanno la sembianza di racconti: ogni capitolo sembra dedicato a un volto, a una piccola esistenza con i suoi inciampi e ostacoli. Ma ben presto si scopre che siamo dentro una storia corale, una storia che ha sullo sfondo la tragedia segnante del Ponte Morandi di Genova. È agosto, una manciata di giorni al disastro: si srotolano in questi peculiari giorni le esistenze che l’autrice seleziona e si diverte a far sfiorare, in un crescendo di tensione che va, letteralmente, in pezzi con il crollare del ponte. Una catarsi inaspettata, colta nella mediocrità di piccole vite irrisolte, tenute su a fatica, una facciata di finto intonaco, scricchiolante.

Un afoso agosto

È l’11 agosto quando le vicende si aprono offrendosi al lettore: un colloso mese estivo senza spiaggia, affannato, oppresso da piccole e grandi scontentezze che caratterizzano l’agire – o il non agire – dei personaggi. C’è Sandy con una madre malata di depressione, il lavoro svogliato al market asiatico, c’è Dante che punta a una perfezione inesistente, Luca che sogna la Germania per ricominciare, in un futuro migliore dei turni in fabbrica e dei lavoretti occasionali, e poi Dario, che cerca di riconquistare la fiducia di una figlia e organizza per lei una vacanza, e Marisa, il suo saper leggere le persone al bar, competenza cardine della sua precedente vita da dimenticare, e poi un gatto e un veterinario premuroso. Nella sospensione angosciante delle ferie padri, madri, figli, sorelle, aspirazioni e sogni, rimorsi e ostacoli si attivano, nodi di una sinfonia di personaggi che un po’ si toccano, a volte si sfiorano. Sale strisciante, storia dopo storia, la loro tensione tra quella che sembra una stasi paralizzante tipica di agosto, e ciò che il lettore già conosce e che si avvicina, carico di dramma. Ogni capitolo, una data che avanza verso il 14 agosto, piccole tappe che portano i personaggi sull’orlo del baratro. E poi rischiano di caderci, in quel ponte che sprofonda. Sfiorate le loro esistenze, sfiorato il dramma di una città lacerata, di morti senza risposte.

L’onda d’urto

Nei giorni tutti uguali, costellati di piccole cose che, prese insieme, fanno le vite imperfette di ciascuno, improvvisamente arriva, potente, drammatica, inattesa, l’onda d’urto del Ponte. Uno spostamento che è impossibile ignorare, che disvela con forza le esistenze tenacemente tenute insieme di ciascuno, strappa via con forza le piccole incertezze e inchioda davanti alla propria miseria. Miseria condivisa da una città con una ferita profondissima. Impossibile ignorare l’onda d’urto del Ponte in pagine finali che si fanno sempre più concitate nella mente del lettore. Il quotidiano non è più tale, ogni semplice storia diventa l’attimo di un’esistenza che si scopre, che riaffiora a galla, che si ricarica di slancio. Il quotidiano, all’improvviso, non è più tale, e teatralmente, dopo la scarica di tensione, tutto si scioglie: l’angoscia accumulata, i desideri a tenuta stagna, i sogni mai detti di personaggi molto diversi tra loro per estrazione sociale. Storie trasversali, piccole realtà intessute di attimi quotidiani così semplici, colti nella loro banale enormità. Eppure storie che restano davanti ad attimi fatali. Che cosa c’è dietro ciascun volto, dietro ciascun percorso, dettato dalla pura casualità? Un lago di miseria da attraversare, da guardare in faccia per poter riattraversare una valle, una ferita d’amore che innesca le storie di tutti, e si richiude, drammatica, su una Genova che non sarà più la stessa. Esattamente come i cinque personaggi che, in un apatico agosto, l’autrice sorprende a fare i conti con le proprie piccole vite.

Seguici su TelegramWhatsAppThreadsYouTubeFacebookTwitterInstagram. Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *