Tess Slesinger, il dolore degli ultimi dopo la Grande Guerra

È una splendida riscoperta la raccolta di racconti “Tempo: Presente” di Tess Slesinger, dai coevi paragonata a Virginia Woolf e Katherine Mansfield. Collocate storicamente fra le due guerre mondiali, le sue storie sono caratterizzate da elementi sinistri e angoscianti e da un’atmosfera tetra, da donne spezzate ed emarginate e da personaggi umili…

Il catalogo della casa editrice Storie Effimere è stato inaugurato nel 2024 dalla pubblicazione di una raccolta di racconti di un’autrice da tempo dimenticata: Tess Slesinger. Nata a New York nel 1905, fu attivista, scrittrice e sceneggiatrice, una delle voci più interessanti e originali del suo tempo, considerata alla pari di autrici celebri come Virginia Woolf, Dorothy Parker e Katherine Mansfield. I suoi testi furono pubblicati su riviste di gran calibro come il New York Post, Vanity Fair, Scribner’s e Story, inoltre ricevette una candidatura agli Oscar per una delle sue sceneggiature, Un albero cresce a Brooklyn (1945), e compose un romanzo, The Unpossessed (1934), di grande successo di critica e pubblico. Morì giovanissima, all’età di trentanove anni, nel 1945.

Un’umanità ai margini

I nove racconti contenuti in Tempo: Presente (217 pagine, 14,90 euro), tradotti da Enrico Pranovi e Silvia Amalia Di Cocco, editi per la prima volta nel 1935 dalla casa editrice Simon & Schuster, si profilano sullo sfondo di un contesto storico particolarmente denso. Composti durante la prima metà degli anni Trenta, portano con sé gli strascichi della Prima Guerra Mondiale e della Grande Depressione che ha attraversato gli Stati Uniti d’America a partire dal 1929. L’atmosfera è tetra, ricca di elementi sinistri e angoscianti che, al lettore moderno, fanno presagire la gravità di ciò che accadrà da lì a pochi anni: la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
In particolare questo sentore di catastrofe si respira nel primo racconto, Ricordi di una ex flapper, in cui è fortissima l’eco di Francis Scott Fitzgerald, esplicitamente citato come il più grande scrittore mai vissuto. Difatti il mondo delle flapper è lo stesso narrato dallo scrittore americano, un mondo sfarzoso e gioioso finemente descritto e, in un certo qual modo, categorizzato in Al di qua del Paradiso (1920), ma presente anche ne Il grande Gatsby (1925) nella figura di Daisy Buchanan. Tuttavia mentre in Fitzgerald il brillio di quegli anni ruggenti e spensierati è filtrato da una luce malinconica, in Slesinger si scorge una luce sinistra e angosciosa:

Non si può dire esattamente quando iniziò il cambiamento, né come si manifestò per la prima volta nelle nostre menti di bambini di dieci anni, ma è certo che quei primi dieci anni della nostra vita sono stati gli unici anni tranquilli che abbiamo vissuto. Deve essere successo a poco a poco: le nostre mamme a volte si dimenticavano di ascoltare, i nostri papà ogni tanto si arrabbiavano con noi, la guerra usciva dai nostri libri di storia per prendere possesso delle nostre strade.

In quell’ambiente di giovani ribelli, di ubriachezza e di facili costumi, la divisione tra classi sociali, sino a quel momento così centrale, si assottiglia sempre più perché la guerra funge da livella: i tempi sono bui ormai, pericolosi. E i personaggi di Slesinger ne sono consapevoli: eravamo selvaggi come avevano temuto i nostri genitori, scrive, e più spaventati e più persi di quanto ognuno di loro sapesse.

Uno dei temi presenti in ognuno dei nove racconti qui raccolti è legato alle questioni di divisione tra ceti sociali. Sin dall’incipit del primo racconto, in cui la gente “perbene” viveva vicino a parchi e scuole private, la gente povera sapeva stare al proprio posto e andava in giro in maniera consona vestita di stracci, alla superiorità intellettuale di Missis Flinders e Miles nell’ultimo racconto, le differenze di classe sono messe in luce in maniera lucida.
Particolarmente interessanti in tal senso sono i racconti La Annie dei Friedman e Lavoro dal cielo dove protagonisti sono due figure molto diverse, ma entrambe ai margini della società. Nel primo caso ci troviamo in un contesto alto borghese in cui una domestica, Annie, sembra appartenere alla famiglia per cui lavora, tant’è che viene indicata come loro proprietà e non ha libertà di scelta neanche per le sue questioni private. In Lavoro dal cielo invece si esamina l’incubo della disoccupazione dal punto di vista di un uomo che ha perso tutto: incredibile la capacità di Slesinger di delineare in maniera tanto lucida le ingiustizie e i contrasti presenti tra il mondo dei lavoratori semplici e quello dei dirigenti, così come le incongruenze del capitalismo.

Tempi incerti

Gli orrori della guerra e le loro conseguenze, tanto centrali in Tempo: Presente, sono spesso legati all’analisi delle relazioni sentimentali, come accade in uno dei racconti più toccanti della raccolta: I tempi così incerti sono.
Nell’incipit viene narrato un pianto talmente disperato da prosciugare la protagonista, all’epoca bambina:

Mariedel, la ragazza austriaca che sedeva intorpidita sulla sua sedia a sdraio, non piangeva da vent’anni, da quando ne aveva dieci. All’epoca avevano portato a casa il corpo di suo fratello, ucciso sul fronte italiano, e Mariedel e sua madre avevano pianto incessantemente per tre giorni. Sua madre non si era praticamente mai fermata; i pasti, il sonno e gli occasionali scoppi di allegria erano solo intermezzi, poiché la sua vita vera era stata dedicata per quasi vent’anni al pianto. Ma Mariedel non aveva mai più versato una lacrima, né per suo padre, orribilmente ferito verso la fine della guerra, né per il suo secondo fratello morto nelle trincee di una misteriosa malattia; nemmeno per il suo innamorato Heinrich che era morto due mesi prima, ammazzato sui parapetti della Casa del Popolo “Karl Marx” che lui aveva sempre predetto un giorno sarebbero serviti da barricate.

Il racconto si sposta poi a un passato più recente: Mariedel ha trent’anni, è fidanzata da tempo con Heinrich e abitano insieme la caotica e irriconoscibile Vienna di quegli anni. Incontrano una coppia di americani in luna di miele, Molly e Richard, e stringono con loro uno stretto legame d’amicizia fatto perlopiù di incontri nei Café-Haus, risate, racconti romantici e spensierati.
Le differenze tra le due coppie di innamorati sono messe in luce dall’autrice in maniera limpida, tuttavia la leggerezza che distingue la coppia straniera non è dovuta a un amore più sincero, ma è piuttosto il riflesso della società in cui i due vivono, così come le difficoltà e il cinismo che accompagnano Mariedel e Heinrich non sono che lo specchio di quel luogo, l’Austria, in cui aleggia già lo spettro di un secondo conflitto mentre le ferite del primo non si sono ancora cicatrizzate. Heinrich non riesce ad immaginare di sposare Mariedel in un mondo così corrotto e ingiusto: è necessario prima metterlo a posto. Non a caso il leitmotiv che pronuncia in un inglese claudicante la giovane viennese è quello che dà il titolo al racconto: i tempi così incerti sono.

L’universo femminile di Tess Slesinger

Particolarmente interessante è l’universo femminile ritratto da Tess Slesinger, ricco e variegato, dal forte piglio realista. Le donne presenti in questi racconti vennero così descritte da Whit Burnett, editor della rivista Story, dove furono pubblicati per la prima volta Missis Flinders e Quando le venne detto che il suo secondo marito si era fatto la sua prima amante:

[…] sono donne di mondo, si considerano un po’ sciocche, un po’ attrici, anche quando i loro cuori stanno quasi per spezzarsi.

Protagoniste e spesso vittime di vicende poco ammirevoli, le figure femminili di Tempo: Presente sono quasi sempre emarginate, poco consapevoli della loro condizione, donne spezzate come quelle di Simone De Beauvoir ma più ingenue.
Lapalissiano l’esempio della Annie dei Friedman, giovane donna lontana dalla famiglia, innamorata del suo spasimante, pronta per il matrimonio e per la libertà – in quanto domestica di proprietà di una famiglia più che benestante –, che vi rinuncia in quanto completamente assoggettata alle logiche dei suoi padroni. Annie si bea di un finto affetto e rincorre l’utopia di diventare anche lei signora come colei per la quale lavora, dando così le spalle a chi davvero le vuol bene e alla possibilità di liberarsi dal suo ruolo.
Dunque Annie, anche se inconsapevolmente, sceglie la sua gabbia, a differenza di Katherine, protagonista dello straordinario racconto La mamma a cena. Ella infatti è intrappolata sia nel ruolo di figlia che in quello di moglie, portando avanti relazioni logoranti sia con la madre sia con il marito, un estraneo con cui si condivide l’esistenza. Affascinante però come Tess Slesinger qui metta in luce non soltanto il problema dell’identità in un matrimonio portato avanti più per dovere che per sentimento, ma soprattutto è il rapporto tra la protagonista e sua madre ad essere scandagliato, creando un punto di vista originale sulla questione. Katherine fa trasparire un rapporto morboso, ossessivo, una venerazione esagerata per sua madre, di cui è consapevole soltanto in parte.

Infuriata con se stessa, si chiese se avesse conservato da qualche parte l’idea che, poiché la sua vita era iniziata con sua madre, allo stesso modo la sua vita sarebbe finita con lei; si chiese se una parte infantile dentro di sé non riuscisse ad accettare la loro separazione come definitiva e guardasse alla sua vita con Gerald come a un semplice interludio.

Che sia il destino a decidere per lei a quale ruolo deve rinunciare, è questo ciò che desidera.

Appaiono invece più mature le protagoniste dei sopracitati racconti pubblicati in Story. L’aborto e l’adulterio sono indagati con estrema lucidità dalle due donne, più ciniche delle precedenti rispetto alla loro condizione di mogli e maggiormente consapevoli di cosa comporti essere donna.

Per trarre il massimo valore da qualsiasi cosa, bisogna pagarne il prezzo in dolore; la piena bellezza consiste nel dolore oltre che nella gioia, e dimezzare il dolore significa tagliare in due la gioia.

Tempo: Presente di Tess Slesinger è una fotografia nitida di quegli anni, un ritratto lucido e audace della condizione sociale degli ultimi in un mondo in trasformazione.

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