A quattordici anni dal suo primo e finora unico romanzo, torna in grande spolvero Barbara Di Gregorio, con una raccolta di sei tragicomici racconti, “Cronache dell’età fertile” che indaga – in modo grottesco e inquietante – genitorialità e rapporti di coppia nel presente
L’onda lunga degli esordienti di successo – da Paolo Giordano a Silvia Avallone – a cavallo dei primi due decenni non ha fatto bene a libri di valore, che vennero confusi con qualcosa che non erano. È stato il caso del romanzo di debutto dell’abruzzese Barbara Di Gregorio, Le giostre sono per gli scemi, edito da Rizzoli. A quattordici anni da quella pubblicazione che l’aveva collocata in una cornice a cui forse non apparteneva, Barbara Di Gregorio non ha smesso di scrivere, di affinare sguardo e scrittura, ed è tornata in libreria grazie alla casa editrice Fandango. Sono suoi i sei racconti raccolti sotto il titolo complessivo Cronache dell’età fertile (186 pagine, 16 euro), introdotti da una bandella firmata da Mario Desiati, che di Fandango è l’ex responsabile della narrativa italiana (quando tra i soci c’erano Baricco, Veronesi, Nesi e Lucarelli).
Fra desiderio e rifiuto
Adesso Barbara Di Gregorio prende un tema concretissimo e attuale, come la genitorialità, desiderata o rifiutata, o più in generale i rapporti di coppia oggi «nell’età fertile», e lo declina in modi poco concreti e realistici, molto grotteschi e abbastanza inquietanti – magari non allineati alle aspettative della società – quel tanto che basta per scaraventare i lettori nel mare calmo della riflessione, anche sul ruolo degli uomini, ottusi, assenti, deboli. Cattiva madre, il quarto racconto della serie, inizia con una donna che denuncia alle forze dell’ordine la scomparsa del marito che, precisa, «aspetta», cioè «è gravido». Ne L’oro, la storia tragicomica che chiude la raccolta, c’è una gravidanza che è una sorta di riscatto sociale, ma è anche fonte di rimorsi, e scatena conseguenze in più direzioni, anche nella madre della nuova madre, fra conti in sospeso di una vita, e desideri di una nuova esistenza. E ancora, ne La ministra del No le donne governano il mondo e si riproducono senza bisogno degli uomini, considerati alla stregua di virus da eliminare. O, ne L’animale maschio, una donna tradita si trasforma in una bestia pelosa…
Un tema narrativo attuale
Non mancano sprazzi di ironia, ma dal retrogusto amaro, ogni racconto intriga, e il quadro complessivo anche di più. Non c’è spazio per il convenzionale, né per visioni idealizzate, in questo volume che ci restituisce una scrittrice in grande spolvero, padrona dei mezzi espressivi, autrice di una prosa in cui qualsiasi elemento è dosato molto bene e consapevolmente. In Cronache dell’età fertile si vivisezionano angosce, timori, speranze, illusioni di donne che sono in una fase della vita in cui la gravidanza è una possibilità, una prospettiva, un obiettivo, uno spauracchio. In questi ultimi anni sono stati scritti e pubblicati altri titoli di valore sull’argomento, da Maternità di Sheila Heti (ne abbiamo scritto qui) a Cattiva di Rossella Milone, da Cose che non si raccontano di Antonella Lattanzi (ne abbiamo scritto qui) a La figlia unica di Guadalupe Nettel. Questo libro di racconti di Barbara Di Gregorio merita di stare nello scaffale di questi.
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