Fra Spagna e America Latina, con qualche eccezione, suggerimenti di lettura più che interessanti. Le coordinate spaziali di Alessio Arena, del resto, sono quelle: napoletano che vive in Catalogna. Cantautore e scrittore, autore fra gli altri di “La notte non vuole venire”, “Ninna nanna delle mosche”, e del recente “Il sesso degli alberi”, Alessio Arena sceglie alcuni dei più bei nomi della letteratura ispanofona e non solo. Una nuova puntata della nostra rubrica più amata (qui tutte le precedenti)
“Le cattive” di Camila Sosa Villada (Sur), traduzione di Giulia Zavagna
È un romanzo potente e poetico che dà voce a chi spesso viene dimenticato. Camila Sosa Villada ci porta nel cuore della comunità trans argentina con una scrittura cruda, intensa e profondamente umana. Attraverso la storia della protagonista e delle sue “madri putative”, il libro racconta di dolore, solidarietà, emarginazione e resistenza, ma anche di magia e amore. Un’opera che scuote e commuove, capace di aprire gli occhi e il cuore. Da leggere per conoscere una realtà troppo spesso invisibile — e per lasciarsi toccare dalla forza delle “cattive”.

“Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre” di Irene Solà (Mondadori), traduzione di Amaranta Sbardella
Se sei capace di superare l’ostacolo di un’autrice amante dell’aggettivazione ossessiva, ecco un romanzo visionario, intimo e misterioso, che affonda le radici nella mitologia e nel folclore dei Pirenei catalani. Attraverso una scrittura evocativa e frammentata, la narrazione si snoda tra voci umane e non umane — streghe, animali, spiriti — per raccontare una storia collettiva che sfida i confini del tempo e della realtà. È un libro che mescola poesia, magia e verità con una forza rara. Per chi cerca una lettura che sia esperienza sensoriale, incanto e vertigine.

“Il palazzo delle bianchissime moffette” di Reinaldo Arenas (Mar dei Sargassi), traduzione mia
Secondo volume della pentalogia di Reinaldo Arenas che sto traducendo in italiano, Il palazzo delle bianchissime moffette prosegue il racconto della sua infanzia e adolescenza a Cuba con una scrittura intensa, tagliente e poetica. Tra miseria, repressione e desiderio di libertà, Arenas descrive con sguardo ironico e spietato la scoperta dell’ identità sessuale di Fortunato e il contesto familiare e sociale soffocante in cui cresce. È un’opera cruda e lirica al tempo stesso, che alterna realismo e allucinazione, denuncia e meraviglia. Se vuoi scoprire un vero maestro della letteratura ispanoamericana, non puoi non considerare questo libro.

“Ipomedon” di Hue de Rotelande (Società editrice fiorentina), traduzione di Maria Bendinelli Pedrelli
Appassionati, come me, di letteratura medievale? Ecco una chicca: Ipomedon, composto da Hue de Rotelande nel XII secolo. È uno dei più affascinanti romanzi cavallereschi dell’epoca anglonormanna. Lontano dagli stereotipi più solenni della letteratura cortese, Ipomedon sorprende per il suo tono ironico, vivace e talvolta persino parodico. Il protagonista, cavaliere audace e ambiguo, si muove tra prove d’eroismo, travestimenti e amori, ma sempre con un’aria giocosa che sfida le convenzioni del genere. È un testo ricco di invenzione narrativa, divertente e raffinato, che rivela quanto il Medioevo sapesse anche sorridere di se stesso. Una lettura imperdibile per chi ama i classici con spirito critico e un tocco di umorismo.

“Brevemente risplendiamo sulla terra” di Ocean Vuong (La Nave di Teseo), traduzione di Claudia Durastanti
Ne hanno parlato tutti e io lo guardavo con sospetto. Poi me ne sono innamorato. Con Brevemente risplendiamo sulla terra, Ocean Vuong firma un esordio letterario straordinario, intenso e delicato. Sotto forma di una lunga lettera a sua madre, il romanzo attraversa i temi dell’identità, dell’amore, della violenza e della memoria, intrecciando il vissuto personale con la storia collettiva della diaspora vietnamita. La prosa poetica di Vuong incanta per la sua bellezza lirica e il suo coraggio emotivo. È un libro che parla sottovoce, ma lascia un’eco profonda. Un’opera toccante, da leggere con lentezza e cuore aperto.

“I pericoli di fumare a letto” di Mariana Henríquez (Marsilio), traduzione di Fabio Cremonesi
In questa lista non può mancare la narrativa breve. Questa è una raccolta di racconti che colpisce come un pugno nello stomaco. Questa acclamata scrittrice argentina ci trascina nei lati più oscuri della vita quotidiana argentina, con storie di fantasmi, corpi martoriati, ossessioni e dolore — ma sempre con una scrittura precisa, magnetica, che non lascia scampo. Qui l’orrore non è solo soprannaturale: è sociale, politico, intimo. Le protagoniste, spesso adolescenti o giovani donne, vivono ai margini e parlano con voci disturbanti, potentissime. È un libro inquietante, disturbante e bellissimo, che rinnova il racconto gotico con una prospettiva femminile, contemporanea e latinoamericana. Da leggere se non si ha paura di guardare negli abissi.

“La presidentessa” di Leopoldo “Clarin” Alas (Einaudi), traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini
Ma sì, perché non concludere con il classo romanzo realista spagnolo, sconosciutissimo in Italia? La traduzione di Nicoletti Rossini è, peraltro, quasi introvabile. Ma questa potrebbe essere una bella missione estiva. Tra tensioni religiose, desideri repressi e pressioni sociali, La presidentessa racconta con profondità psicologica e finezza stilistica la solitudine femminile, il desiderio e il conflitto tra morale e passione. Un’opera densa, intensa, modernissima nei temi, da leggere per riscoprire il grande romanzo ottocentesco europeo da una prospettiva spagnola.

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