La rivoluzione bolscevica secondo Paul Dukes, spia dai mille volti

In “Crepuscolo rosso e il nuovo giorno” Paul Dukes, spia e scrittore, denunciò «il grande abisso spirituale che separa il Partito Comunista dal popolo russo». Un racconto autobiografico dai primi anni della rivoluzione bolscevica, seguita per conto dei servizi segreti britannici. Pagine meditate e avventurose, tutt’altro che improvvisate…

Una spia vera, una spia con i controfiocchi, capace di inventarsi mille travestimenti, di assumere le più disparate identità, un eroe decorato dal Regno Unito, per re Giorgio V «il più grande di tutti i soldati»; non solo un personaggio mitico, però, anche uno scrittore di spessore, tutt’altro che estemporaneo, autore di pagine meditate e cesellate, solo non complete di qualsiasi dettaglio, per ragioni d’opportunità e di sicurezza, visto che furono pubblicate nel 1922, a ridosso della sua esperienza sul campo. Paul Dukes ha assistito dall’interno alla Rivoluzione d’Ottobre e ai primi vagiti dell’Unione Sovietica, riuscendo a incunearsi con coraggio nel tessuto sociale, che raccontava, a cominciare dagli umori della popolazione, passata dalla dittatura zarista a quella comunista.

Dossier su leader, truppe e navi

Elemento di valore dell’MI6, cioè agente segreto del governo britannico, Paul Dukes, scomparso nel 1967, è arrivato nelle librerie con un suo libro di ricordi in cui nulla è fittizio. Londinese di nascita, studente di musica in Russia, iniziò a lavorare per l’intelligence del proprio Paese, monitorando l’ascesa dei bolscevichi, provando a sostenere i loro oppositori, aiutandoli a evadere di prigione e a fuggire in Finlandia. Nell’intenso e avventuroso Crepuscolo rosso e il nuovo giorno (321 pagine, 24 euro), proposto dalle edizioni Medhelan (cura di Antonio Carioti, traduzione di Fabrizio Bagatti), Paul Dukes racconta anni di coperture, di informazioni sui leader bolscevichi, sui movimenti delle truppe e delle navi da guerra nel mar Baltico.

Capire subito la tragedia sovietica

Le sue operazioni sotto falso nome, quando la rivoluzione bolscevica subisce un’impronta decisa, con l’irrompere di Lenin, sono un campionario di emozioni, tra superamenti di confini super vigilati, documenti contraffatti, arresti, fughe, donne. E mentre l’occidente sonnecchia, la Russia precipita nel terrore sovietico, giustizia sommaria, fame, intrighi di potere, intimidazioni. Con decenni e decenni di anticipo su chiunque, Paul Dukes comprese e denunciò «il grande abisso spirituale che separa il Partito Comunista dal popolo russo», una spietata tirannide che sarebbe stata abbattuta solo alla fine del secolo breve. Di libri come questi, accurati nella veste, e densi nel contenuto, c’è un bisogno assoluto. Crepuscolo rosso e il nuovo giorno non deluderà.

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