Piroette d’euforia, Stefano Bollani racconta con la giusta melodia

Eclettismo e fantasia scatenata, ritmo e armonia. Stefano Bollani sorprende con un libro da narratore puro, “Il tempo della stravaganza”, volume eccentrico e fuori dalle regole, storie come scatole cinesi, in cui si cerca la bellezza attraverso l’euforia e il paradosso. Non anticipiamo altro, scoprite cosa c’è dietro una spartana copertina viola…

Non diremo una virgola del contenuto del libro di Stefano Bollani, pubblicato da Mondadori. Diremo tutto il resto, le parole non contano, conta la musica. Il tempo della stravaganza (180 pagine, 22 euro) è un libro che porta via lontano il lettore, che lo fa ridere e lo fa piangere. Sono pezzi narrativi che fanno le giravolte, le piroette, composizioni colte e agili, brillanti e mai pedanti. Non sale in cattedra, non fa il primo della classe, Stefano Bollani col suo eclettismo che straborda, col suo sorriso sornione che s’immagina, con la fantasia scatenata che non si ferma.

Non semplice bizzarria

Inventa parole e storie come fa con la musica, Stefano Bollani. Seduce con questi assoli nascosti dietro una spartana copertina viola, che sembra volere dire, non badate all’apparenza, andate al sodo, al contenuto, al cuore. E utilizza una moltitudine di strumenti per trovare la melodia giusta delle frasi, il ritmo dei racconti, l’armonia di forma e sostanza. La musica non è la sua sola isola felice, e con questo libro dimostra di cercare la bellezza in tante altre direzioni, alla sua maniera, con libertà, con il gusto del paradosso, dello sguardo obliquo, dell’euforia. Bizzarro? Non è il termine che rende davvero quel che scrive il compositore che di recente ha fatto faville anche in tv.

Il presente con gli occhi del futuro

Come delle scatole cinesi tenute assieme da un’idea, da una struttura. Va immaginato così Il tempo della stravaganza di Stefano Bollani, che forse non è giusto definire romanzo e che è ingiusto inquadrare come una raccolta di racconti. Date fiducia a questo volume eccentrico, fuori dalle regole, e al suo estroso autore, al presente che racconta ma visto con gli occhi del futuro, senza smarrirsi dinanzi a ciò che può apparire, strano, inconsueto o, semplicemente, solo diverso. Accomodatevi, spegnete i telefoni, fermate gli orologi, lanciate via le bussole, strappate le mappe, scansate la routine. Stefano Bollani ha un “quid” da narratore che qualcuno forse avrebbe immaginato, ma che solo lui ha saputo concretizzare.

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