Anne-Laure Bondoux, la Francia e oltre cent’anni di bufere

Dalla prima guerra mondiale alla pandemia da Covid. È l’arco temporale di “Attraverseremo le bufere” di Anne-Laure Bondoux, romanzo sulle quattro generazioni di una famiglia che fanno i conti con tutti i conflitti e i passaggi chiave del Novecento. Uomini e donne che provano ad amarsi, a perdonarsi, a ritrovare tutto come l’avevano lasciato, senza riuscirci mai davvero…

La vita non si può scansare, si deve attraversare. Si deve attraversare prendendo di petto violenze, segreti, morti, traumi, bugie, sconvolgimenti economici e sociali, addii e ritorni a casa in cui nulla è come prima. E si deve attraversare, l’esistenza, tentando di amarsi, forse senza mai riuscirci fino in fondo, provando a perdonarsi, spesso senza successo. Lo fanno i componenti di quattro generazioni di una famiglia francese, i Balaguère, le cui storie sono lo scheletro di un romanzone difficile da mollare, che merita visibilità e lettori appassionati. Già affermata come narratrice per ragazzi, la francese Anne-Laure Bondoux dimostra abilità col romanzo tout court. Attraverseremo le bufere (496 pagine, 19,50 euro) è il titolo da tenere a mente, la traduzione è di Alberto Bracci Testasecca, la casa editrice e/o.

Come chiudere un cerchio

Intriga e commuove, prende di petto gli eventi bellici del Novecento, in chiave francese, i conflitti mondiali, ma soprattutto la guerra d’Algeria, arrivando alle soglie dei nostri giorni, all’Aids prima e alla pandemia infine. Il romanzo di Anne-Laure Bondoux, coi suoi capitoli rapidi, ha però un approccio profondo e tutt’altro che algido, le pagine hanno ritmo e grazia, tanti punti di vista, che hanno origine in un angolo della Francia rurale, in una fattoria di famiglia, battuta da tempeste soprattutto metaforiche. Una campagna in cui finirà tutto quel che è cominciato, come un cerchio che si chiude.

La violenza del mondo e passaggi epocali

Se i personaggi maschili della famiglia – Anzême, Charme, Aloe, Olivier e Saule, «uomini feriti dalla violenza del mondo» – si cimentano con linee d’ombra e passaggi epocali, spesso sporchi di sangue e sudore, oltre che conflitti generazionali, le donne (da Clairette a Sidonie, da Gaby a Mona, da Christiane ad Ariane) non sono da meno e, solo più defilate, giocano un ruolo decisivo, più forti di tutto. La voce narrante – a lungo non si comprende chi è – prova a dare forma al caos, a ricostruire ponti crollati, a far luce su quel che di indicibile si incontra nelle vicende di famiglia, enormi disillusioni, vendette e violenze, felicità che sembrano sempre sfuggire, sfiorire. Cent’anni e più di bufere che promettono di incastrare lettori forti e seriali.

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