Piera Ventre, l’amore è coraggio e Napoli un sortilegio

La scrittura di Piera Ventre è poesia in forma narrativa anche nel suo più recente libro, “Stella randagia”, in cui elementi fiabeschi si mescolano a eventi storici. Protagonista, tra compassione e ribellione, Esterina, giovane donna friulana a Napoli. Un’opera non solo da leggere ma da vivere…

Se esiste un libro che non semplicemente essere letto, ma che va vissuto, assimilato pagina dopo pagina fino a scolpirsi nell’anima, quello è Stella randagia (336 pagine, 18 euro) di Piera Ventre, pubblicato dalla casa editrice NN.
Un romanzo che non è una semplice opera di finzione storica; è un viaggio nell’abisso dell’umano, un inno potente e commovente alla resilienza femminile. Un libro che possiede un’anima potente; un “oggetto narrativo non identificato” di rara perfezione, in cui contenuto e contenitore si fondono in un’esperienza di lettura totalizzante e indimenticabile che non si limita a ospitare la storia, ma la amplifica e la celebra in ogni suo dettaglio.

La domestica e la cometa di Halley

Ambientato nella Napoli della Belle Époque, il libro unisce elementi fiabeschi, mistero e tematiche sociali, offrendo una storia ricca di atmosfera e profondità psicologica.
La vicenda, che si dipana tra il 1909 e il 1910 (non senza salti temporali!), segue Esterina, una giovane donna friulana che, dopo aver perso tutto, si trasferisce a Napoli per lavorare come domestica presso la nobile famiglia Ribas. Qui le viene affidata la cura di Malvina, una bambina fragile e deforme, segregata nella sua stanza ma dotata di un’intelligenza vivace e di una presunta capacità di comunicare con il mondo invisibile. Il romanzo esplora il rapporto tra le due, mentre sullo sfondo si avvicina la cometa di Halley, simbolo di imminente caos e cambiamento.

Un dialogo tra due solitudini

Piera Ventre non descrive Napoli: la evoca come un sortilegio. Attraverso una prosa che è poesia in forma narrativa, l’autrice ci trascina nei vicoli dove il profumo dei mandarini si mescola all’odore del mare, nei salotti nobiliari dove le apparenze nascondono vuoti abissali, nelle stanze segrete dove abitano i sogni più fragili. La città diventa un personaggio vivo e palpitante, corpo e anima della storia: descritta come un luogo dove la modernità della Belle Époque convive con credenze popolari, sedute spiritiche e antiche superstizioni: la città dell’epoca prende vita attraverso dettagli sensoriali (suoni, odori, colori) e ambientazioni come Palazzo Spinelli di Laurino avvolti in un’aurea di mistero.
La condizione di Malvina, reclusa e incompresa, riflette tematiche di esclusione sociale e pregiudizio, mentre Esterina incarna la compassione e la ribellione silenziosa. Entrambe sono ritratte con profondità psicologica, e la loro relazione è il cuore emotivo della storia che crea un legame che squarcia il velo del pregiudizio. La loro relazione non è semplicemente toccante: è epica nella sua delicatezza, rivoluzionaria nella sua quiete. Assistiamo a un dialogo tra due solitudini che si riconoscono e si salvano a vicenda, in un crescendo emotivo che lascia senza fiato.
Elementi fiabeschi e misteriosi (come l’amica invisibile di Malvina) si mescolano a eventi storici, creando un equilibrio tra realismo e suggestione.

La complessità emotiva dei personaggi

Piera Ventre utilizza una prosa elegante e raffinata, con descrizioni minuziose che catturano la sontuosità di Napoli e la complessità emotiva dei personaggi.
La narrazione in prima persona e i capitoli brevi rendono la lettura avvolgente e dinamica, mentre i riferimenti alla cultura napoletana e alla poesia di Pascoli (con il richiamo all’ode Alla cometa di Halley) aggiungono stratificazione culturale.
Come un filo d’oro che cuce insieme destino e libero arbitrio, la cometa di Halley osserva dall’alto le vicende umane, simbolo di speranza e imminente trasformazione.
La Ventre tesse questa attesa astronomica nella trama con maestria, creando una suspense poetica che tiene incollati alle pagine.
Stella randagia è un romanzo potente e poetico che esplora il coraggio di amare nonostante le avversità: non solo una storia da leggere, ma un’esperienza che si vive, si respira, si sente pulsare nelle vene come il ritmo stesso di Napoli.

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