La scrittura terza incomoda fra Kafka e l’amore nel bel romanzo, tra indagine storica e fantasia, della ceca Magdaléna Platzová. Ne “La vita dopo Kafka” va in scena la sofferenza della prima fidanzata del geniale boemo, Felice Bauer: destinataria di una fitta e lunga corrispondenza, che non l’ha mai dimenticato, né dopo aver sposato un altro uomo, né dopo la fuga da Praga…
Non era stato affatto piacevole trovarsi di nuovo davanti quelle lettere. Non era però questione di piacere, né di nostalgia. Aveva un compito. Se avesse letto abbastanza attentamente e senza tralasciare nulla, avrebbe risolto forse il più grande enigma della sua vita: Perché Kafka, lo scrittore che oggi tutto il mondo ammira, ma che Felice neanche adesso riesce a capire fino in fondo, aveva scelto proprio lei? E se l’aveva scelta, perché non l’aveva sposata? Era stata colpa sua?
A pagina 137 del bellissimo romanzo di una scrittrice ceca che vive a Lione, Magdaléna Platzová, c’è il cuore della faccenda, la storia di un amore impossibile, quello tra Franz Kafka e Felice Bauer, sua prima fidanzata, dattilografa e poi commerciante, destinataria di centinaia di lettere rese pubbliche nel 1967, quando Felice Bauer era ancora in vita. Non è il primo tentativo romanzesco attorno all’enigmatica figura del genio praghese e alle persone a lui più vicine. È però probabilmente il più riuscito degli ultimi anni e in corrispondenza dei cento anni dalla sua scomparsa; in modo sapiente Magdaléna Platzová – protagonista in prima persona nel libro, con le sue ricerche e con il rapporto stabilito con il figlio di Felice, Henry, ribattezzato Joachim nella finzione – interseca avvenimenti reali e immaginari, personaggi esistiti ad altri camuffati con generalità diverse da quelle vere e a figure di fantasia. Un’operazione che risulta essere più interessante di tante incalzanti proposte editoriali sul solco di cliché e di già sentito, di scorciatoie.
Non una figura marginale
Cosa aveva diviso il destino dei giovani Franz e Felice? Perché lui le scriveva lettere, mentre già iniziava e portava avanti una relazione con Grete Bloch? La diretta interessata dopo anni di struggimento e riflessioni, era giunta a una conclusione. Lontana da Praga, prima in Svizzera, poi negli Stati Uniti, assieme al marito.
… la sua scrittura era capricciosa e imprevedibile come una divinità pagana… Non la guerra, non la madre di lei, nemmeno la malattia su cui opportunamente aveva scaricato ogni colpa. Era stata la sua scrittura. Per causa sua non l’aveva potuta sposare. Inutile raccontarsi frottole.
Insostenibile si dimostra l’ombra di Kafka prima e dopo la sua morte, quando la cospicua eredità in termini epistolari continuò a pesare sull’esistenza della donna, sposata e madre, ma mai del tutto pacificata con il proprio passato sentimentale, con quelle lettere portate con sé nella fuga dalla Germania di Hitler. Ne La vita dopo Kafka (258 pagine, 19 euro), pubblicato dalla casa editrice Voland grazie alla traduzione di Letizia Kostner, Magdaléna Platzová racconta l’influenza dei cinque anni della relazione nel resto della vita di Felice Bauer, che però è tutt’altro che una comparsa, non la figura marginale che certa critica ha tramandato, e dietro la sua fuga e i suoi tormenti è facile vedere riflessi quelli del popolo ebraico, a cui anche lei apparteneva, come Kafka. La polifonia delle voci (non solo Felice, ma anche Max Brod, Grete Bloch, il medico Weiss, l’editore Schocken) e i cambi di punti di vista aggiungono, poi, fascino a fascino.
Il presunto figlio di Kafka
Il geniale Kafka, ancora una volta, appare incapace di vivere. Arricchisce e ferisce, lusinga e distrugge una donna che non riuscirà mai a scacciare il suo fantasma, col suo amore perseverante, aggrappato al passato. E la sua eredità, la corrispondenza di un amore finito, a distanza di tanti decenni, arriva a interferire in altre vite, quella del figlio di Felice Bauer, e di un suo presunto figlio, Casimiro Bloch/Appelbaum, che si presenterà al primo nel 1955, interessato alle missive, per comprendere qualcosa in più della madre, Grete. Un romanzo in cui fanno capolino la letteratura, la vita e tutto quello che ci passa in mezzo. Evviva Magdaléna Platzová.
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