Jeftanovic, due vite e il linguaggio tangibile dell’amore

Una storia d’amore nata in volo, due lingue differenti ma un unico codice intimo fra Alex e Sara. Viaggiano per il mondo per potersi incontrare, sullo sfondo gli attentati terroristici che hanno scosso gli ultimi decenni. Lo racconta la cilena Andrea Jeftanovic nel romanzo “Geografia della lingua”

Due coordinate diverse, due lingue differenti e un idioma in comune: il linguaggio tangibile dell’amore.
La casa editrice Gran Via ritorna in libreria con una traduzione, a cura di Maria Cristina Secci, del romanzo Geografia della lingua (168 pagine, 16 euro) della scrittrice e sociologa cilena Andrea Jeftanovic.

Ogni incontro una parentesi

Emisfero Nord e Sud, anni 2000.
Alex e Sara si incontrano durante un volo aereo e si innamorano.
Alex viene dal Nord e Sara dal Sud, parlano due lingue differenti ma poco importa, la loro relazione vive del linguaggio sensuale del corpo e di una terza lingua, un codice intimo che solo loro conoscono.
Comunicano tra loro con una lingua franca e decidono di viaggiare ogni volta in luoghi differenti per potersi vedere: ogni incontro è una parentesi dalle loro vite.
I due creano un’intimità fisica con un rituale sensoriale che non prevede la conoscenza di ciò che erano in precedenza come singoli.

Un mondo ferito

Le loro identità vengono annullate in una fusione temporanea che termina ad ogni distacco e partenza.
Quelle interruzioni momentanee così carnali ma eteree, sono scosse dagli avvenimenti di un mondo ferito dagli attentati terroristici: New York, Madrid, Beslan, Londra.
Gli attentati sono la prova che la stessa globalizzazione che ha permesso loro di conoscersi e superare i confini culturali e geografici, abbia limitanti rivendicazioni ideologiche.
In un flusso di pensieri personali, a voci alterne, i due protagonisti raccontano se stessi e i fatti che colpiscono il mondo.

Come un verso poetico

In un mondo di viaggi e incontri riuscire a stabilire una comunicazione efficace e completa è una difficoltà che non solo i personaggi incontrano ma che può aprire ad una riflessione più ampia.
Una sintassi breve, a volte quasi spezzata come un verso poetico, sostiene una concretezza e vividezza di immagini in armonia con l’astrattezza che la distanza crea tra due vite.

Stiamo disfacendo il mondo, lasciando spazi da riempire la prossima volta che ci rivedremo.

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