Ben 157 brani, quasi tutti notissimi, della musica italiana, scarnificati e analizzati con una lente semiseria. In “Canzoni liofilizzate” Mario Valentini esalta e demolisce ritornelli eterni, svelandoci l’Italia che fu e l’Italia che è…
Sono solo canzonette? No, canzonettine! Sottoposte a liofilizzazione, a un processo che le riduce all’osso, e le illumina anche di vis comica. Il gran cerimoniere è Mario Valentini, valente scrittore siciliano, dalla spiccata vena ironica (indimenticabili i suoi Vangeli nuovissimi, ne abbiamo scritto qui), che ha scritto Canzoni liofilizzate. Lettura semiseria dei testi della musica italiana (277 pagine, 14 euro). Un volume su cui ha scommesso la casa editrice Il Palindromo, vivace realtà palermitana che spazia dal recupero di grandi classici alla vivisezione delle città sotto forma di mappa letteraria, a proposte fuori dai canoni, come questa, arricchita da una simpatica prefazione di Dimartino, partner musicale di Colapesce, coppia di fantastici tormentoni musicali.
Patrimonio nazionale
Quasi cent’anni di canzoni italiane, ridotti a una selezione di 157 brani, molti dei quali famosissimi. Fra capisaldi nazionalpopolari del Belpaese (da Bobby Solo a Gigi D’Alessio) e pietre miliari della canzone d’autore (da Tenco a De Gregori, da Dalla a Battisti), Mario Valentini attinge a un patrimonio nazionale di livello e scova, con sguardo divertito e obliquo, esalta e demolisce, sempre col sorriso – nessuna lesa maestà – ritornelli eterni e conosciuti a qualsiasi età e latitudine. I Watussi di Edoardo Vianello? «Il tipico modo di rendere coloniale il diverso». Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno? «In fondo, non è una storia granché elaborata ma la faccenda è piaciuta tanto da diventare un successo mondiale».
Divertirsi, riflettere
Mario Valentini si diletta a scrivere parafrasi sui generis di testi più o meno famosi e si diverte. Lungo le pagine scorre la storia italiana, la metamorfosi del costume, delle abitudini (l’assenza del politicamente corretto in tempi non così remoti…); dietro la scorza superficiale di ogni canzone e dietro un significato che, magari, non è quello comunemente accettato, l’autore sprigiona domande, curiosità, agita riflessioni. Canzoni liofilizzate è uno di quei volumi apparentemente leggeri che nascondono al suo interno un universo. L’operazione potrebbe non essere completa, il bacino a cui attingere è sterminato. Chissà che Mario Valentini non provi a confrontarsi con altri artisti e con altri brani, magari più lontani dalla propria formazione e cultura musicale: in certi casi potrebbe restare folgorato da qualcosa che non conosce, in altri forzare ulteriormente l’aspetto umoristico della faccenda, per segnare una distanza…
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