Eduardo Savarese, una favola di misericordia e solidarietà

L’Apocalisse rimandata e il duro compito di un bambino, orfano e senza memoria. Una favola raccontata in terza persona fra scambi epistolari e una prosa quasi sognante, ecco cosa è “Una piccola luce” di Eduardo Savarese…

Isola della Grande Adozione, dopo la seconda venuta di Cristo.
Cristo è venuto sulla terra ma ha trovato così tanta desolazione che ha preferito rimandare l’Apocalisse.
Per paura dell’arrivo della morte, le Cinque città dei Sensi Ottusi si sono chiuse in se stesse, privandosi ognuna completamente di un senso, amministrate e tutelate da un governo speciale che punisce crudelmente qualsiasi trasgressione alle nuove regole.
Isolata dal resto delle città c’è un’isola, chiamata Grande Adozione, dove abitano i bambini rimasti orfani e privi di memoria, educati dal Consiglio dei Grandi Maestri e delle Maestre.

La missione

Tra questi bambini c’è il piccolo Bibo, il quale, preparato dalla sua maestra Pazienza, viene incaricato di un’importante missione: attraversare le cinque città portando di nuovo in esse luce e consolazione.
Un compito molto arduo dal momento che le città vedono i bambini della Grande Isola come pericolosi nemici e fonte di disgrazia. Bibo però nel suo cammino non è solo, ha con sé una lampada, una gatta nera ed un violino, strumenti preziosi per scuotere i cuori e i sensi degli abitanti che incontrerà.
Una favola impreziosita da riferimenti letterari e musicali, da allegorie che portano l’atmosfera da un mondo fisico, seppur fantastico, ad un mondo onirico, quasi psichico.
Il viaggio diventa un modo per esplorare i sentimenti umani, per contrapporre il cieco agire disposto da norme aride alle leggi dell’animo.

Metafora delle emozioni umane

Bibo è solo un bambino ma possiede la forza straordinaria dell’innocenza e del coraggio, porta avanti una missione per il bene degli altri uomini, senza alcun tornaconto personale.

Si devono usare i sensi, ciascuno e insieme, e tenerli connessi al cervello, al corpo, al tuo essere. Se ti fai guidare dopo dalle emozioni, dai bisogno, non potrai cogliere il tempo opportuno. Devi sempre badare a te e agli altri contemporaneamente.

La favola raccontata in terza persona è alternata da scambi epistolari d’amore in prima persona, intramezzi di una prosa quasi sognante. Strutturalmente alternano i capitoli dedicati alle cinque città e sembrano graficamente sportelli che aprono alla favola, dove le frasi vanno a capo senza punti e maiuscole, creando riquadri simili a finestre sul mondo.
Apparentemente slegate dalla favola si fonderanno all’unisono nel finale di Una piccola luce (246 pagine, 19 euro) di Eduardo Savarese, edito da Alter Ego.
Un libro come metafora delle emozioni umane in una società che sembra aver dimenticato il valore della misericordia, della solidarietà e della gentilezza.

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