“Il pane come elemento di resistenza, che parla pure di solidarietà e fratellanza…”. Lucio Di Cicco, fra i principali ospiti di Bookpride 2025 a Genova, racconta il suo secondo romanzo, “La bottega del pane” e sottolinea gli elementi che lo rendono anche molto attuale…
Non un debuttante in tarda età – come farebbe presuppore il suo esordio nel 2024, alla ragguardevole età di 72 anni – uno di quelli di cui la letteratura, anche italiana, è piena, ma uno scrittore comunque all’opera da decenni, con esperienza e poesia, abile nello strutturare congegni romanzeschi affascinanti, messosi in luce al premio Calvino e poi valorizzato definitivamente dalla collana I Trabucchi dell’Orma editore. L’opera seconda di Lucio Di Cicco, La bottega del pane (238 pagine, 21 euro), conferma pienamente quanto di buono lasciava presagire il suo primo romanzo, Vita avventurosa di un’acciuga cantabrica (ne abbiamo scritto qui).
Tra i protagonisti di Bookpride Genova, Lucio Di Cicco spiega in questa videointervista le ragioni de La bottega del pane. «Continuo a ritenermi un lettore prestato occasionalmente alla scrittura – si schermisce – ma sono felice di essere approdato a una casa editrice così prestigiosa che conta bene altri nomi nel suo catalogo. La bottega del pane nasce dall’esigenza di rendere un omaggio alla mia città, però fin dai primi giorni dopo la pubblicazione si sta caratterizzando come qualcosa di diverso, dentro c’è la ricerca dei valori profondi del nostro essere uomini, della nostra condizione umana. Non si parla solo delle vicende di una piccola città, ma di quelle di un popolo, anche in chiave attuale, parlando del pane parliamo anche dei forni palestinesi aperti sotto i bombardamenti di Netanyahu. Quindi il pane è un elemento di resistenza, ci parla dei valori umani di solidarietà e di fratellanza».
Qui la videointervista integrale, buona visione

