Nadia Terranova: “Logos, noi eredi della classicità aperti al mondo”

Sabato 29 novembre debutta Logos – Parole dal Mediterraneo, festival internazionale diretto dalla scrittrice Nadia Terranova. Intervenuta nel corso del programma “Le pagine chiare” di Radio Spazio Noi Inblu2000, la direttrice artistica della manifestazione spiega l’origine dell’evento e le ragioni di questa edizione zero: «Ho avuto modo di girare il mondo, grazie alle traduzioni dei miei libri e di rendermi conto di come vengono curate, organizzate le rassegne all’estero, di recente fra Dublino e San Francisco. Ho pensato che avesse senso trasferire quel che ho respirato nell’area mediterranea, che non ha nulla da invidiare a quella atlantica…».

Gradita ospite de “Le pagine chiare”, trasmissione di Radio Spazio Noi Inblu2000, Nadia Terranova (nella foto di Vito Maria Grattacaso) rilancia Palermo come capitale della cultura e con la squadra con cui ha organizzato Logos, festival dedicato a letteratura, teatro, cinema e musica, è pronta a partire. Idee chiare, progetti tanti, ma anche la voglia di ascoltare idee, progetti, punti di vista di tutti quelli che amano Palermo e si daranno appuntamento sabato 29 novembre a Villa Filippina.

Nadia Terranova, perché Logos? E perché a Palermo?

«Marcello Barrale, presidente dell’associazione del Parco di Villa Filippina, Christian Guizzardi, che si occupa soprattutto della ricerca degli sponsor e Giovanni Lo Giudice, editore di Kalós Edizioni da tempo sentivano l’esigenza di creare una rassegna culturale, che avesse sede a Palermo, ma avesse un respiro più ampio. E poi ci sono io, e non è un dettaglio da poco che i miei romanzi siano stati tradotti in tutto il mondo, non soltanto per il percorso personale, per le possibilità che le traduzioni offrono, ma perché ho potuto viaggiare tantissimo e conoscere anche il modo in cui vengono curate, organizzate, preparate le rassegne all’estero. Una traduzione non è solo il passaggio dall’italiano a una lingua straniera, ma apre mondi. Sono reduce da due rassegne, vissute negli ultimi due mesi, a Dublino, con la direzione della scrittrice Catherine Dunne, e a San Francisco, dove sono stata ospite con il mio penultimo romanzo, Trema la notte (ne abbiamo scritto qui), edito da Seven Stories Press. Tornando in Italia, ho pensato che avesse senso trasferire tutto quello che ho respirato in un’area, quella mediterranea, che non ha nulla da invidiare a quella atlantica. Soprattutto è sempre stata un cuore pulsante di lingue e letterature diverse. Logos ci ricorda che noi veniamo dal mondo classico, dal mondo greco, ma questo non significa essere passatisti, ma semmai aprirsi al mondo».

Cosa prevede il programma di questa edizione zero?

«Due eventi pilota. Un dialogo fra me e lo spagnolo Manuel Vilas, scrittore amatissimo, pluritradotto. Il suo ultimo romanzo è uscito il 4 novembre per l’editore Guanda e si intitola Il più bel libro del mondo. È stato tradotto da Bruno Arpaia, il suo storico traduttore…». 

Sto proprio ultimando Il miglior libro del mondo di Vilas, che ha proprio una scrittura densa, richiede abbastanza impegno. È davvero trascinante l’idea di questo scrittore che arriva a questa fatidica età dei sessanta anni, mi fa un po’ paura, perché io l’ho superata da qualche anno…

«Vilas verrà proprio a Palermo, dove i gruppi di lettura delle diverse librerie cittadine lo aspettano. Dopo ci sarà poi una tavola rotonda dedicata al futuro del festival, con protagonisti importantissimi della scena culturale palermitana, italiana e vorrei dire internazionale, Roberto Alajmo, Stefania Auci, Beatrice Monroy e Gianfranco Marrone. Poi, alla fine, ci sarà una grande festa. Dopo aver parlato di letteratura, di cultura, di teatro, di cinema, di fumetti, perché parleremo anche di fumetti, dopo aver fatto il punto sullo stato dell’arte, ci sarà un momento di svago, ricreativo».

Questa edizione di Logos ha una dedica speciale…

«A Piero Melati. Se Manuel Vilas rappresenta la punta internazionale, c’è un sostrato siciliano, palermitano, che ha voluto profondamente questo festival, che ha lavorato alle idee che sono alla base di Logos. Piero Melati, uno storico giornalista, vulcanico e pieno di idee, è morto proprio poco prima che l’organizzazione entrasse nel vivo. Pur essendo parte integrante e anima del focus group, non è riuscito a essere presente alla prima riunione operativa. Era una delle scintille da cui nasce il festival e ci sembrava giusto dedicare a lui un momento di riflessione, di ricordo. Lui sarà sicuramente con noi in questa e nelle prossime edizioni».

Noi promettiamo di essere presenti alla prima volta di Logos, sabato 29 novembre, a Palermo, a Villa Filippina…

«Allora vi aspetto, vi aspettiamo in tanti. Lo spazio è grande, l’occasione anche, quindi ci vediamo».

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