La Liguria di Alessandra Chiappori, terra di enigmi straordinari

Un resoconto completo e armonioso, una proposta divertente ed efficace. Ecco cosa è “Liguria immaginifica – Guida ai luoghi straordinari della Regione” di Alessandra Chiappori, che sa farsi cronista della sua terra e di angoli popolati di streghe, draghi e polpi. Tra miti, fiabe e leggende, evocati con ammirevole attenzione…

Il sole è andato giù, sul mare si stendono i colori dell’ora blu e le ombre allagano le calette e ricoprono anche Ciamia. Tempo di tornare e riprendere la bici per tornare a casa. Potrebbe essere comodo usare l’ascensore: naturalmente a Framura, al di fuori della ciclabile, non si può girare in bici, è tutto un saliscendi di gradini che si diramano giù da Castagnola. Per arrivare alle spiagge c’è la via del mare, una passeggiata sospesa sugli scogli. La si imbocca uscendo dal sottopasso della ferrovia, dove si incontra anche la spiaggia di Torsei, custodita dagli scogli Furmigua e Agua, fratelli di Ciamia. Sarebbe stato strano non dare un nome a questi frammenti di roccia che guardano la collina dal mare. Il passaggio sul mare è angusto e, considerato il suo snodarsi sulla costa, davvero suggestivo. Questo percorso porta alle spiagge La Vallà, protetta dall’erosione costiera grazie alle barriere frangiflutti, e dell’Arena. Sulla via del mare non si può transitare con le biciclette e, in caso di mareggiata, è vietato l’accesso: l’acqua ci mette poco, qui, a riprendersi la terra.

Si fa presto a dire “la mia regione” se poi, già con un piccolo sforzo e poi, ancora, con un pizzico di attenzione in più, ti accorgi che quel lembo più o meno grande di terra che ti ha dato i natali e che, proprio per questa ragione, ritieni a tutti gli effetti anche tuo, in realtà nel frattempo è anche stato di altri. E non parliamo di gente comune, no, qui parliamo di draghi, streghe ed anime vaganti e persino di fantasmi che sabotano alberghi e – qualora tutto questo non ti bastasse – anche di polpi che suonano le campane e scogli con tanto di fratelli e sorelle. A quel punto, il dilemma è se privilegiare il senso di appartenenza, che comunque mica si può mettere in un angolo, o se, visto il ricco menu, sia meglio porsi in una posizione di terzietà, come se la cosa non ci riguardasse, per affrontare, cannocchiale e bussola alla mano, tutto ciò nella veste di cronista. Questa seconda via è quella scelta da Alessandra Chiappori, attenta estenditrice di Liguria immaginifica – Guida ai luoghi straordinari della regione (264 pagine, 14 euro) opera edita da Il Palindromo, con la prefazione di Alessandro Barbaglia.

Dai fantasmi alle fantasticherie marine

Una guida, già, che da Levante a Ponente, senza dimenticare l’inchino doveroso alla lanterna, ci offre la possibilità di scegliere, in un ricco bouquet di proposte, la chiave di lettura a noi più congeniale, ammesso che in noi, uomini e donne svuotati ed annichiliti dai social, sia ancora rimasto un pizzico di quel disincantato incedere tra realtà e finzione, necessario, per poterci muovere, senza disturbare il manovratore, tra fiabe e leggende, miti e suggestioni. Verificata la presenza di questa necessaria, minima, dotazione di bordo, con Liguria immaginifica (qui è possibile leggerne un estratto) alla mano si può andare alla scoperta di questa regione, potendo per questo contare su cinque sezioni, tutte decisamente dotate di grande attrattiva. Si va da quella dedicata ai fantasmi, alla sezione popolata dalle diavolerie, ed ancora, dalla parte su uomini straordinari a quella (che non poteva certo mancare) animata dalle fantasticherie marine, per chiudere, infine, con gli enigmi di pietra.

Una terra schiva ma che sa farsi ammirare

Alessandra Chiappori sa come si guida il mezzo e per questo conduce sempre il gioco in modo attento e senza sbavature, regalandoci una proposta efficace e divertente e riuscendo – impresa non facile, visto che lei, comunque vada, è figlia di questa terra – a tenersi sempre ben lontana dall’inflazionatissimo paradigma del “mio paese natio”, forse perché conscia dell’impegno che da cronista di viaggio ha assunto nei confronti di lettrici e lettori. Il risultato è un resoconto armonioso e completo (così come testimonia la ricchissima bibliografia a corredo) che tuttavia non dimentica di volgere con amorevole attenzione lo sguardo verso fatti storici di rara intensità, né di chinarsi su colori, profumi e sensazioni più o meno unici e forti; quelli che una terra schiva, che preferisce non proporsi, ma che sa comunque farsi ammirare ed amare, riesce a regalare da secoli a fugaci osservatori ed a viaggiatori più attenti. Tra i quali, adesso, ci siamo anche noi, visto che all’interno della Guida abbiamo trovato anche una splendida cartina; che quella, serve sempre, anche per trovare gli uomini-scimmia o per immergersi nella magica atmosfera di Framura, il borgo che non c’è.

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