“Desiderare” del neuroscienziato Giorgio Vallortigara è un romanzo che vuol far dialogare umanesimo e scienza, il debutto di chi ha ottime letture alle spalle. Attraverso una doppia vicenda che ha come protagonisti alcuni scienziati, verosimili o realmente esistiti, si ragiona sulla vecchiaia e sulla morte, senza ipocrisie…
Da Primo Levi a Carlo Rovelli, passando per Piersandro Pallavicini e, a suo modo, a Telmo Pievani, arrivando a Giorgio Vallortigara. Gli scrittori di formazione scientifica, se non scienziati veri e propri, sembrano avere una marcia in più, anche quando di mezzo c’è la letteratura, quando bisogna raccontare storie. Su Giorgio Vallortigara, classe 1959, avevamo un fortissimo sospetto, per come ne ha sempre parlato bene Massimiliano Parente, uno che sa leggere oltre a sapere scrivere, e per il bel libro che hanno pubblicato assieme (Lettere dalla fine del mondo, ne abbiamo scritto qui). La conferma assoluta arriva dal primo romanzo di Giorgio Vallortigara, neuroscienziato, docente universitario a Trento, pubblicato dalla casa editrice Marsilio: Desiderare (236 pagine, 18 euro), un titolo che è una promessa, più che mantenuta.
Idee e azioni
Cosa troverete nelle pagine di Desiderare? Una «corrotta immaginazione», cioè quanto di meglio si possa chiedere a un romanziere, e un lessico agile, ma non banale, una sintassi chiara, ma mai piatta, un’atmosfera e un intreccio che non dovrebbero mai mancare in ogni opera narrativa che si rispetti. Dietro questo debutto c’è una mente letteraria, sebbene con predisposizioni logico-scientifiche, e tante ottime letture alle spalle. Vallortigara allestisce su uno spazio vasto (dal Veneto alla Sicilia, ma non solo) figure dinamiche, dialoghi travolgenti e trovate originali, senza lesinare riflessioni e idee, non solo azioni. C’è uno scienziato d’oggi, Itzhak, e c’è la storia che sta scrivendo – naturalmente il più classico dei metaromanzi – che ha come personaggio principale il futuro etologo Douglas Spaulding, modello di Itzhak (specie nel suo conciliare scienza e sentimento), antesignano di Konrad Lorenz, nel momento in cui era l’istitutore della famiglia Russell, con il giovane Bertrand Russell, e l’amante della madre del futuro filosofo e matematico, lady Amberley (col beneplacito del marito). Nel presente Itzhak sta in equilibrio su un rutilante filo degli eventi, di morti violente e inganni, di fantasmi veri o verosimili, in cui si muovono altri scienziati (Pietro, Patrick, Vittorio), tutt’altro che comparse, e una matematica, Sylvia, di cui il protagonista si innamora.
«Sì, ma qui c’è qualcosa di più interessante. Qualcosa che ha a che fare con l’esistenza».
«Santo cielo, Itzhak. Sempre con le tue trovate… Sei uno scienziato!» lo interrompe Pietro.
«Uno scienziato romantico» sorride Sylvia.
Alzare il livello
È un romanzo del disincanto, Desiderare, che non prende in giro e non si prende in giro, non è ipocrita a proposito della vecchiaia – la fine dei desideri senza freni e dei cambiamenti – e della morte. Vallortigara riflette e non impone punti di vista o risposta, ma fa ribollire dentro domande, in un equilibrio davvero felice, con tanto di illuminanti digressioni, piccole deviazioni che non disturbano chi segue il filo, degli avvenimenti e le “indagini” di Itzhak. Un romanzo che alza il livello della narrativa italiana contemporanea, tra riferimenti colti in ogni direzione, viaggi tra ipotesi ed emozioni, perché scienza e umanesimo devono dialogare, non possono ancora essere considerati antitetici…
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