È la storia di una missione quasi impossibile, quella che Daniele Mencarelli racconta in “Adelmo che voleva essere Settimo”. Per realizzare quello che potrebbe essere l’ultimo desiderio della madre, il giovane Adelmo va per il mondo in cerca di sei fratelli, per farli tornare a casa. Una sfida che il protagonista affronta con astuzia, sensibilità e vena poetica…
In attesa di scoprire, fra meno di un mese, un nuovo volto di Daniele Mencarelli – il 13 gennaio uscirà il suo nuovo romanzo, Quattro presunti familiari, sotto le insegne di Sellerio – facciamo un piccolo passo indietro con un’altra prova lontana dalla sua comfort zone, mare nuovo e lontano, all’apparenza, che lo scrittore rivelazione degli ultimi anni non ha esitato a navigare. Di cosa parliamo quando parliamo di un nuovo mare? Di una fiaba, non del tutto convenzionale e non con tutti i crismi, un romanzo per ragazzi, che è anche finito nella rosa dei finalisti del premio Campiello junior, per la categoria 11-14 anni, dove se la vedrà con Matteo Bussola, autore de Il talento della rondine (Salani), e Luisa Mattia, autrice di Segui la tigre (Piemme).
Un destino da compiere
Il coraggio e il buon cuore di Adelmo la fanno da padrone in questo libro di Daniele Mencarelli che può essere apprezzato anche da un pubblico di lettori più adulti. Il giovanotto – ultimo di sette fratelli, unico ad avere studiato e a essere rimasto al fianco della madre Evelina, dopo una carestia e la morte del padre Ernesto – dovrà affrontare e superare una serie di viaggi, avventure e peripezie, per crescere e diventare adulto. Ritrovare i fratelli dispersi, conquistare la loro fiducia e portarli al capezzale della madre che, sentendo la morte prossima, vorrebbe rivederli per l’ultima volta: questa la sfida di Adelmo – un ciuffo d’argento fra i capelli – una missione che lo condurrà, nell’ordine, da Sesto, Quinto, Quarto, Terzo, Secondo e Primo. Dovrà lasciare la Pianura Piccola dove è nato e cresciuto e dirigersi, in groppa al docile asino Santino, per altri angoli della terra, dal Regno dei Tre Torrenti a quello del Grande Mare, a quello del Monte Cavo, a quello della Pianura Grande. Da osterie a sanatori, da battaglie a palazzi reali, incontrando tutto sommato pochi “cattivi”, Adelmo non si perde d’animo e con astuzia, sensibilità, vena poetica e un pizzico di follia (oltre al suo rapporto speciale con gli animali), prova a compiere il proprio destino…
Oltre la paura e i limiti
Daniele Mencarelli per questo libro ha preso spunto da storie che raccontava ai propri figli (come accennava in questa intervista). E nel raccontare la storia di un’esclusione – quella che i fratelli infliggono al più piccolo della famiglia – la ricerca di un senso di appartenenza da parte di Adelmo – che vorrebbe diventare Settimo, cioè non rappresentare un’eccezione e azzerare qualsiasi distanza con i fratelli, fare parte di un gruppo – spiega la storia del tentativo di andare oltre i propri limiti, di sconfiggere la paura, di far valere forza d’animo e di volontà, e di voler fissare un punto fermo nelle proprie radici, nell’identità familiare, in uno spazio che può essere salvezza, per tornare a un vocabolo e a un tema che sono cari all’autore, che si salva e ci salva, ancora…
Seguici su Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, WhatsApp, Threads e YouTube. Grazie

