#Austen250. Ci guida a immaginare quel che non dice

Jane Austen anticipa il discorso indiretto libero e introduce come pochi l’uomo all’universo femminile. Dietro intrighi amorosi e situazioni apparentemente frivole si cela ben altra profondità. Nessuno parli di romance ante-litteram…

Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi.

In questa meravigliosa espressione di Jane Austen così come in tante altre enunciate da lei nei suoi romanzi, si sono riconosciute e continuano a riconoscersi tantissime lettrici del passato e del presente. Questa introspezione che è tipica dei romanzi di Jane Austen è favorita molto dalla tecnica del discorso indiretto libero di cui la Austen è stata un po’ precorritrice, prima ancora che si desse un nome effettivo a questa tecnica, e in questo sta sicuramente il suo genio creativo: narrare in terza persona richiamando pensieri ed emozioni della prima persona, cioè del personaggio di cui l’autore sta parlando. Cosicché il narratore onnisciente si fonde col personaggio. Questo porta il lettore ad empatizzare da vicino coi sentimenti e le emozioni dei protagonisti vivendole insieme a loro.

Benedetta dalla Woolf

Ed è per questo motivo che non ci si dovrebbe accostare alla lettura dei romanzi di Jane Austen in chiave romance, perché spesso dietro gli intrighi amorosi e l’apparente frivolezza si celano più livelli di interpretazione introspettiva. Virginia Woolf scrive di lei: «Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice».

Le buone maniere

Qualcuno potrebbe pensare che leggere le opere di Jane Austen e cimentarsi in questo tipo di analisi e meditazione sia un affare prettamente femminile. Eppure In Persuasione (l’ultima opera dell’autrice) il capitano Wentworth dice che ciò che aspira a trovare in una donna è «la più deliziosa via di mezzo fra la forza d’animo e la dolcezza», ma questo in realtà è anche quello che una donna aspira a ricercare in un uomo! Quindi, non solo Jane Austen potrebbe introdurre un uomo all’universo della psiche femminile, ma potrebbe anche suggerirgli certe buone maniere da adottare per rendersi graditi alle gentildonne. E chissà se tra i vari intenti del Novel of manners ci sia stato anche questo.

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