Il successo di Jules Maigret come protagonista seriale spazzò via il futuro del giudice istruttore Froget, personaggio principale dei racconti de “I tredici colpevoli” di Georges Simenon. Storie che fanno viaggiare nella Francia degli anni Trenta, interessanti per le ambientazioni e per qualche figura, ma ancora lontani dall’eccellenza del miglior Simenon…
“Ad affrontarsi erano due pesi massimi…”, così Georges Simenon dà forma al suo giudice istruttore Froget, deduttore infallibile di casi polizieschi, e di cui al Palazzo di Giustizia di Parigi aspettano ancora invano la prima caduta su una buccia di banana.
Ma chi è questo Froget? Sappiamo poco di lui, pare essere sulla sessantina da almeno cinque anni, ha i capelli tagliati a spazzola, camicia inamidata e completo nero. Della sua vita privata si sa solo che abita al Campo di Marte. Parla poco di sé, fa domande sempre mirate, fa cuocere il sospettato nel proprio brodo e infine arriva alla deduzione del caso, che riporta sul suo fedele taccuino.
Il giudice Froget è il protagonista de I tredici colpevoli di Simenon, ora in libreria per Adelphi, che raccoglie quattordici racconti usciti tra il marzo e l’ottobre del 1930 su “Détective” sotto lo pseudonimo di Georges Sim: il quindicesimo racconto della raccolta, Lo yacht e la pantera, era invece uscito su “Ric e Rac” nel marzo del 1930.
In pensione anticipata
Come informa la quarta di copertina della nuova edizione italiana (i tredici racconti originali erano usciti per i Gialli Mondadori nel 1949) con Froget Simenon era alla ricerca di un personaggio seriale che si conquistasse la simpatia dei lettori, ma sarà mandato precocemente in pensione (forse qualcuno al Palazzo di Giustizia sarà stato contento) per il successo prepotente della nuova creazione, Jules Maigret.
Enigmi intricati e cervellotici
I racconti di Froget si avvicinano a degli enigmi intricati e cervellotici da cui il lettore è a volte respinto, causa una certa schematicità e ridondanza (Froget tempesta di domande il sospettato, un breve flashback sulla vita precedente del reo, molte altre domande e infine la soluzione del caso). Il giudice istruttore, così brillante e temuto da tutti i delinquenti parigini non risulterà il cavallo vincente per Simenon, ma l’ambientazione e i personaggi di questi brevi bozzetti ci fanno viaggiare nella Parigi e nella Francia degli anni ‘30, tra ballerine, avventurieri, ex ufficiali zaristi, circensi male in arnese, prostitute, facendoci assaporare il gusto per quello è l’antesignano del true-crime per l’epoca. Quattordici racconti più uno non privi di interesse forse più per l’ambientazione e per qualche personaggio ma ancora lontani dalla perfezione, obbligatori per i simenoniani di ferro.
Seguici su Instagram, Telegram, WhatsApp, Threads, YouTube Facebook e X. Grazie

