Stupisce positivamente il debutto nella narrativa di genere di Edoardo Crisafulli con “L’ombra della Sindone”. La morte di un famoso studioso della reliquia e l’indagine di una cronista si intrecciano con piste pericolose, segreti e silenzi, dalla curia di Roma a Gerusalemme, e con alcune dei principali gialli vaticani degli ultimi decenni…
C’è un ex diplomatico che ha scritto un thriller, che tale resta, orgogliosamente thriller, come scritto anche sulla copertina ma che non sa solo intrattenere, semmai riflettere su fede e spiritualità, verità e potere. Di mezzo ci sono una delle più controverse reliquie della cristianità, un tragico incipit in Vaticano e un explicit con alcuni versi di Giorgio Caproni. La casa editrice Vallecchi ha consegnato alle librerie un romanzone che si svolge in appena dodici giorni e mantiene tutte le promesse del lettore intenzionato a leggerlo avidamente. È L’ombra della Sindone (467 pagine, 20 euro) di Edoardo Crisafulli, riminese, funzionario che ha diretto più di un istituto italiano della cultura all’estero, attualmente in Kazakistan.
Fantasia abbacinante, labirinto di storie
Edoardo Crisafulli, con fantasia abbacinante, regala un volume pieno di ritmo e colpi di scena, come si conviene al genere di riferimento: la morte misteriosa di uno studioso francescano ed esperto della Sindone, Quirico Malatesta, conduce una giornalista de Lo Scandalo, sorta di tabloid capitolino, madre single, credente, Veronica Pozzi – anche con l’aiuto della figlia adolescente Emanuela e del collega Marione – a muoversi fra piste pericolose, battaglie, intimidazioni, spie, segreti e silenzi vecchi di secoli, protagonisti della curia di Roma, tanto che la risoluzione del caso (che apparentemente avviene in fretta…) e la ricerca dell’assassino del frate (reazionario e antisemita) finiscono per non essere in cima ai garbugli da districare. C’è molto di più, un labirinto di storie che si intersecano, più di un piano narrativo, dal Vaticano a Gerusalemme, varie scie di sangue, sesso, soldi e potere.
Soluzioni narrative audaci, riferimenti colti
L’autore attinge a un repertorio vastissimo e cuce assieme verità, verosimiglianza e immaginazione, non tralasciando di innestare nel proprio libro i tanti inspiegabili gialli vaticani degli ultimi decenni, che hanno colpito un vastissimo immaginario, il rapido papato di Giovanni Paolo I, per esempio, le ombre dello Ior, la sparizione di Emanuela Orlandi, e addirittura le collusioni, vere o presunte, di alcuni vertici ecclesiastici con il Male, a cominciare da esponenti del nazismo. Il risultato è un’opera godibilissima, colta, ricca di riferimenti storici, che trascina il lettore e lo fa palpitare. Tra soluzioni narrative audaci e talvolta inspiegabili, la storia regge e merita di finire tra le mani di letture che si nutrono di vicende pirotecniche. Se Edoardo Crisafulli si è divertito, non sorprenderebbe immaginarlo già al lavoro su qualcosa di altrettanto avvincente.
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