Marinella Fiume, un amore indissolubile in Sicilia

“In storia d’amore e d’archeologia” Marinella Fiume racconta del sentimento, nato in Sicilia, fra una ereditiera inglese, Daphne Phelps, e un archeologo romeno, Dinu Adamesteanu. Un amore difficile, una storia vera, narrata nella fiction da Nicole, studentessa d’archeologia. Due sradicati, cosmopoliti, che s’amarono e poi si lasciarono…

Storia d’amore e d’archeologia (172 pagine, 14 euro), Algra editore, è la fatica letteraria più recente della inesauribile scrittrice e studiosa Marinella Fiume. Un romanzo che mette insieme i generi della biografia, del diario e della saggistica, che la Fiume ben conosce, per raccontare la storia d’amore e “di libertà”, direi, tra Daphne Phelps (1911-2005), ereditiera di Casa Cuseni a Taormina e Dinu Adamesteanu (1913-2004), archeologo romeno, esule in Italia, scopritore e artefice degli scavi di Gela e promotore delle tecniche di aerofotografia e prospezione aerea nella ricerca e ricognizione archeologica, di cui fu pioniere.

La voce di una fanciulla

Si tratta di due grandi personalità, singolari, innamorati della Sicilia, luogo mitico, “la chiave di tutto”, come lo definì Goethe nel suo viaggio in Italia. A svelarli, presentando al lettore i due personaggi protagonisti, è la giovane Nicole, studentessa di Archeologia, la quale si imbatte nel libro della Phelps, Una casa in Sicilia, letto e riletto dalla nonna, Marie Louise Lohnienne Martorana, personaggio reale, amica della signorina inglese, come chiamavano a Taormina la Phelps. Una geniale trovata letteraria che rende la narrazione leggera e appassionante, con la voce della giovane fanciulla che svela le vite e l’amore tra i due personaggi. Il libro è pertanto un viaggio alla ricerca della memoria e alla scoperta di due figure belle e significative della storia umana e della cultura che hanno arricchito la Sicilia, terra di storia e bellezza esotiche ed ancestrali.

Innamorati di vita e di libertà

La curiosità che scocca in Nicole guida e avvince il lettore, alla scoperta di questa grande storia d’amore, facendola rivivere al lettore, inseguendo le loro vite, perfino dopo la partenza di Dinu dalla Sicilia. Il viaggio di Nicole alla ricerca delle notizie dell’archeologo in Basilicata, li ricongiunge in un matrimonio singolare celebrato dalla giovane, al ritorno dalla Lucania, che ha sperimentato, dalle testimonianze in Sicilia e in Lucania, l’amore indissolubile tra Daphne e Dinu. I due erano fondamentalmente innamorati della vita e della libertà, tanto da separarsi dopo avere fatto il pieno d’amore, rispondendo al motto ovidiano Nec tecum nec sine te vivere possum. La Fiume, da fine e seria studiosa, ha letto le lettere inedite di Daphne Phelps, conservate nell’archivio di Casa Cuseni di proprietà di Francesco Spadaro, per esigenza filologica. Le lettere, come conservate dalla memoria della studiosa, tracciano la storia della nobildonna inglese che sceglie di restare a Taormina. Il 1947 è l’anno in cui arriva in Sicilia, pensando di vendere la villa ereditata dallo zio pittore, Robert Hawtorn Kitson, e ritornare in Inghilterra. Ma arrivata in Sicilia, la signorina inglese si innamora del luogo tanto da decidere di rimanervi per sempre, rinunciando alla promettente carriera di neuropsichiatra infantile, ovvero assistente di Anna Freud nel West Sussex, membro della società Psicoanalitica britannica della dottoressa Kate Friedlander, nel centro di Orientamento del Bambino. La Phelps, come già detto, è autrice di un libro in cui racconta il viaggio dello zio e il suo amore per la casa e il luogo, Una casa in Sicilia, Neri Pozza, 2001, fonte bibliografica anche per il lavoro di ricerca della Fiume.

Una vita regolare e stabile mi avrebbe annoiato – legge Nicole nel suo diario -. Considerai attentamente i pro e i contro: mi sarebbero mancati la vita londinese, i teatri, i musei, i concerti, e il corrispondente equilibrio del sistema democratico e legale inglese. Mi sarei allontantaa dalla mia grande famiglia, sempre più numerosa, dai miei amici e dalla mia professione. In cambio avrei avuto la variegata ricchezza della Sicilia: storia, archeologia, vulcanologia, folklore, botanica e così via; e soprattutto il clima impareggiabile e quella casa dalla magica atmosfera. (cit. p. 50)

Le lettere

Nicole, quindi conduce il lettore attraverso le testimonianze scritte ed orali, trovate da Marinella Fiume, per conoscere bene le due personalità, la loro storia d’amore e la potenza dell’amore. Anche l’animo della giovane è travagliato da una delusione d’amore che continua ad inseguire, Alessio, anch’egli archeologo come Dinu. Guardando alla storia tra Daphne e Dinu, Nicole guarda se stessa e le sue pene d’amore o forse le pene che accomunano tanti amanti. Il libro di Marinella Fiume è anche una bella riflessione sull’amore che move il sole e l’altre stelle, citando il nostro sommo poeta, come potenza umana e divina che in fondo muoveva la vita dei due protagonisti che avevano affrontato il distacco dalla loro terra, l’esilio per Dinu, dovuto al regime di Ceausescu, lo sradicamento per Daphne, benché sempre inglese nell’anima e nella sua nuova vita siciliana, ma cosmopolita di fatto e di indole. Il carteggio tra i due innamorati, citato, narra le vicende umane e lavorative dell’archeologo studioso che la nobildonna ospita, consiglia, incoraggia e aiuta anche economicamente. Daphne è come una musa protettrice per l’archeologo rumeno. La stessa visiterà gli scavi di Gela, andandolo a trovare, conoscendone tutte le vicissitudini, l’andamento dei lavori, i turbamenti e le preoccupazioni dell’archeologo. La vita di Dinu era un tutt’uno di archeologia e studio matto e disperato per la sua carriera. L’amore era profondo, ma Dinu non è riuscito a trovare lo spazio vitale che meritava la sua amata Daphne e forse così le sfugge, nonostante l’amasse. Le testimonianze dirette di autorevoli personaggi che Nicole raccoglie e gli scritti che legge rendono l’idea della grandezza dello studioso, capace di commuoversi al ritrovamento di una tomba affiorata dagli scavi.

… Mai un’apertura di tomba mi ha commosso quanto quella della necropoli di Vassallaggi: ben sistemati nella grande cassa a lastroni di alabastro levigati a perfezione, sempre con la testa a oriente, riposavano i morti circondati dai loro arredi funerari…Lo scavo della necropoli di Vassallaggi è la presa di contatto con gli usi e i costumi di una città del VI e V secolo a.C. sita nel cuore della Sicilia… Il tempo passato risorge se il presente vuol farlo risorgere… (pp.154-155)

Sono le parole dell’archeologo per sottolineare che l’Archeologia è materia viva, è Vita.

L’amore impossibile, la profonda amicizia

Anche la vita di Daphne è ricca di incontri e di ospiti, artisti, intellettuali, filosofi che visiteranno Taormina, per trovare ristoro e pace tra la Baia di Taormina e l’Etna, circondati dalla bellezza smisurata del luogo. Tanti i nomi importanti, Tennesse Williams, Greta Garbo, Henry Lawrence Faulkner, Pablo Picasso, Bertrand Russel, Danilo Dolci ed altri ancora. Sarà custode della villa per oltre sessant’anni. L’amore che nutre il cuore della nobildonna per Dinu è intessuto sempre da una profonda amicizia che non si spegnerà mai, nonostante l’amore si rivelerà impossibile. Dopo gli anni in Sicilia, circa un decennio, dove Adamesteanu aveva scavato a Gela, chiamato dal soprintendente Pietro Griffo, a Siracusa e Lentini, dove era per tutti Don Bastianu, chiamato da Luigi Bernabò Brea e in varie località della provincia di Caltanissetta ed Enna, l’archeologo si trasferisce in Lucania, divenendo sovrintendente per la Basilicata. Vivrà a Policoro, dove sceglierà di rimanere fino alla morte, stimato e riconosciuto per i suoi studi e per il suo spessore, tanto da avere conferita la cittadinanza onoraria per meriti sul campo per il lavoro svolto in Lucania, in un trentennio.
Adamastenau muore a Policoro il 21 gennaio 2004, Daphne Phepls morirà a Taormina nella sua Casa Cuseni, il 30 novembre 2005, col suo pieno d’amore e di vita, sposa sempre promessa mai sposa.

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Un pensiero su “Marinella Fiume, un amore indissolubile in Sicilia

  1. Marinella Fiume dice:

    Ringrazio LuciaLibri per lo spazio e l’attenzione accordatami e la brava giornalista Mirella Mascellino per l’ottima e partecipata recensione, Marinella Fiume

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