Un romanzo a scatole cinesi, o forse un saggio, o addirittura un testo teatrale, che declina l’amore in tutte le sue forme. È inquietante e perfetto il mosaico de “Il libro di tutti gli amori” del galiziano Agustín Fernández Mallo.Tra spaccati apocalittici, dissertazioni forbite e la vacanza a Venezia di una coppia uruguagia, un volume colmo di suggestioni letterarie e cinematografiche, che si legge col piacere di un romanzo fiume, colmo di rimandi interni…
Osserviamo il mondo in silenzio e annotiamo ciò che vediamo in silenzio. Scriviamo il silenzio stesso. In questo consiste amare il mondo.
Inizia così Il libro di tutti gli amori (184 pagine, 19 euro) di Agustín Fernández Mallo, romanzo (o saggio? o dialogo teatrale?) spiazzante in libreria per Utopia – nella traduzione di Silvia Lavina – che parte all’esplorazione di tutte le definizioni dell’amore e lo fa destrutturando anche le nostre sicurezze di lettori. Spiazzante perché si legge con il piacere di un romanzo fiume, allo stesso tempo iper-stratificato e zeppo di rimandi interni che andranno a comporre un inquietante ma perfetto mosaico.
Dal Grande Blackout alla Laguna
Una coppia, un lui e una lei si scambiano battute sulle infinite possibilità del loro amore e dell’amore generale, unici abitanti di una valle che si è formata dopo il cosiddetto Grande Blackout, e nella quale sembrano essere gli unici abitanti. Si sfamano, passeggiano, si amano e parlano. Come loro controcanto, troviamo una ardua e forbita dissertazione su tutte le tipologie di amore nel mondo contemporaneo, con un interessante sconfinamento in tutte le arti create dell’uomo, dalla scienza alla linguistica. Il terzo tassello di ognuna delle quattro parti di cui è composto il libro di Mallo è, secondo l’avviso di chi scrive, la più importante e la più avvolgente: una coppia uruguagia (lo si desume dall’aeroporto da dove si imbarcano) composta da un professore di latino e da una scrittrice, trascorre una vacanza a Venezia che si prolungherà contro la loro volontà, in un’atmosfera sospesa e pre-apocalittica. Man mano che la narrazione si infittisce, i rimandi intertestuali aiuteranno anche il lettore più disorientato a mettere insieme i pezzi di un puzzle che Mallo ha diviso con precisione scientifica.
Il tempo infinito degli amanti
Come nel suo precedente Trilogia della Guerra, colpisce come l’autore galiziano riesca a rimanere in bilico tra letteratura e scienza, dato che alcuni passaggi sembrano usciti da una enciclopedia scientifica, con un unico denominatore: l’amore, che qui viene declinato in tutte le sue forme (il lettore viene aiutato, in fondo a ogni voce del dizionario amoroso troverà il nome della definizione). L’atmosfera poetica che pervade lo scambio fittissimo tra i due protagonisti sopravvissuti alla catastrofe del Blackout, di cui vorremmo sapere di più, viene bruscamente interrotto dalla parentesi veneziana, che è pervasa di suggestioni letterarie e cinematografiche (Don’t look now di Nicolas Roeg) in cui l’autore si diletta in una narrazione a scatole cinesi, che sembra andare avanti all’infinito, come infinito è il tempo dei due amanti sopravvissuti all’apocalisse.
Seguici su Instagram, Telegram, WhatsApp, Threads, YouTube Facebook e X. Grazie

