“Il mago del Cremlino” di Giuliano da Empoli è scritto come un bestseller ma si legge come un saggio, e adesso si è anche trasformato in un film. Racconta l’ascesa di Putin, da oscuro funzionario dei servizi segreti a leader, e l’approdo all’invasione dell’Ucraina come una conseguenza logica delle nuove dinamiche del potere in uno Stato immenso…
I russi non sono e non saranno mai come gli americani. Non gli basta mettere da parte i soldi per comprarsi la lavastoviglie. Vogliono far parte di qualcosa di unico. Sono pronti a sacrificarsi per questo.
A parlare è Vadim Baranov, alter ego del vero “Rasputin dello zar” Vladislav Surkov, in un lungo monologo ipnotico e seducente, che ricostruisce l’ascesa di Putin e il suo sistema fondato sulla verticalità assoluta. Un potere nato per domare il caos di uno Stato immenso, e necessario per un popolo che soffre di una freudiana “vater sehnsucht”.
Dettagli ed episodi reali
Il mago del Cremlino (288 pagine, 19 euro) di Giuliano da Empoli, edito da Mondadori, è scritto come un bestseller ma si legge come un saggio. Spiega Putin senza assolverlo e riconosce le fragilità dell’Occidente senza indulgere. Racconta, con dovizia di dettagli ed episodi reali (c’è pochissimo d’inventato) l’ascesa di un insospettabile, perché insignificante, funzionario dei servizi segreti, (che adesso al cinema ha la faccia di Jude Law) che usa il potere come antidoto al terrore di uno Stato immenso in cui il popolo che «è cresciuto in una patria, si è ritrovato in un supermercato».
Non profezia ma deduzione
In una nazione che, ancora oggi, elegge Stalin come il più grande personaggio della propria storia, la previsione “dell’operazione militare” in Ucraina, in un libro consegnato all’editore nel 2021, non è una profezia, ma solo una deduzione logica.
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