Torna la restauratrice e storica dell’arte Edna Silvera, creatura di Valeria Corciolani. Torna in “Delitto in bianco” – terzo romanzo della serie – ed è ancora costretta a indagare, stavolta lasciando la Liguria per Napoli. Sessantenne impicciona, circondata da una pletora di personaggi amabili, stavolta dovrà scagionare un’amica…
Delitto in bianco (384 pagine, 18 euro) di Valeria Corciolani, edito da Rizzoli, è il terzo libro della serie che ha come protagonista Edna Silvera, brillante storica dell’arte e restauratrice.
Edna vorrebbe godersi il suo anno sabbatico nelle alture liguri, insieme alla compagnia delle sue galline, che ha chiamato come alcune famose attrici del passato e che ogni sera sculettano al ritmo degli Abba e insieme al suo gatto Cagliostro, sospendendo il lavoro di ricerca su Hieronymus Bosch. Ma l’inaspettato invito dell’amica Antonia a tenere un seminario presso la Scuola di specializzazione in Beni architettonici, la porta a Napoli.
Qui sarà costretta a vestire i panni della detective, come ci aveva abituati nei due romanzi precedenti, Con l’arte e con l’inganno e Di rosso e di luce.
Osservatrice non comune
Riuscirà a scagionare Antonia dall’accusa di omicidio? Lo scopriremo poco a poco, con l’aiuto dei personaggi che fanno parte della sua vita e che abbiamo imparato ad amare: Ottavio, musicologo collezionista, tenuto a dieta con scarsi risultati dalla colf Flora, Zara la madre ingombrante e stravagante che fa fuori una badante dopo l’altra, Leonardo, il vicino aitante e super tecnologico; ai quali si aggiungono i coprotagonisti di questo episodio: Adolfo musicista amico di Leonardo, l’ispettore Gianfranco Renò, un piemontese che ha sposato una siciliana per poi vivere a Napoli e Gualtiero Lanza, ex PM, amico di famiglia.
L’intreccio è come sempre avvincente, ammantato dallo stile ironico che contraddistingue la scrittura di Valeria Corciolani e che nulla toglie allo svolgersi dell’indagine, perché Edna è una sessantenne impicciona, ma ha delle doti di osservazione non comuni che diventano preziose per aiutare il commissario di turno.
Partenope fra fede e superstizione
Protagonista indiscussa di questo romanzo è Napoli. Corciolani abbandona, almeno momentaneamente l’entroterra ligure, per addentrarsi con maestria nella città partenopea, che ci fa percepire attraverso i rumori e gli odori, prima ancora che con la descrizione. Giriamo per Spaccanapoli, e sfioriamo, letteralmente, il Cristo velato assaporandone tutta la perfezione. Non mancano le chiacchiere con la gente comune, con quell’affabilità usuale nei non liguri, così come la commistione tra sacro e profano: altarini che mostrano l’immagine del papa, di san Gennaro, della Madonna di Pompei e di “santo” Maradona, con ciocca di capelli inclusa. Fede e superstizione trovano il perfetto equilibrio per ottenere benevolenza e propiziare la buona sorte.
I colori sono parte integrante dei romanzi di Corciolani, nel trittico di Edna Silvera, siamo passati dal giallo, al rosso, al bianco simbolo di purezza e luce, «perché il bianco può essere somma di tutto o l’assenza di tutto. È l’origine del mondo, quando ogni cosa può ancora essere qualsiasi cosa». «Come un foglio bianco».
Non saremo di fronte a un foglio bianco, ma ad una tavolozza di colori sapientemente dosati dall’autrice.
Buona lettura.
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