Gamboa, le grandi e piccole violenze infinite della Colombia

L’opera più matura e complessa di Santiago Gamboa, “Colombian Psycho”, è un noir, romanzo sociale, inchiesta su disuguaglianze e impunità, mosaico di voci e storie, invettiva contro una Colombia corrotta e violenta. Dal ritrovamento di alcuni arti all’omicidio di un personaggio che si chiama come l’autore, la tensione è continua e i crimini con mancano mai. Fanno i conti con una serie di delitti i tre personaggi principali del precedente romanzo di Gamboa, “Sarà lunga la notte”

«È stato qui che…?» domandò la medium.
«Sì, è qui che lo hanno ucciso».
«In quale punto esattamente?».
«Be’, signora, è stato orribile: abbiamo trovato il cadavere squartato e sparso per tutta la biblioteca».
«Dov’era la testa?».
Il procuratore ricordò che era conficcata nel bronzo di Buddha.

Ormai assurto allo status di venerabile maestro della letteratura colombiana e latinoamericana, Santiago Gamboa si concede il lusso di concepire un libro che è allo stesso tempo, noir, romanzo-saggio e inchiesta su disuguaglianze e impunità, mosaico di voci e storie e, tra le pagine di questo suo volume, di… farsi ammazzare. Il cadavere squartato e sparso è il suo, soggetto protagonista, non semplice osservatore. Scollinati i sessant’anni, Gamboa si concede l’ennesima opera intrigante, cascata di fatti, pensieri e parole, richiami alle sue precedenti opere, portando gli esiti della scrittura e dell’intreccio a un livello più radicale e politico. Non un semplice gioco letterario, non una buona razione di postmoderno, ma un’invettiva contro il Paese che gli ha dato i natali, che ha lasciato a lungo per l’Europa, dove è tornato una decina di anni, ma da dove non disdegna di allontanarsi. Il realismo magico è chiaramente in archivio, Santiago Gamboa l’ha superato già agli albori della sua produzione, alla fine degli anni Novanta, quando iniziò a pubblicarlo in sordina Guanda, su intuizione di Luis Sepúlveda. Tradotto da Raul Schenardi (qui un suo articolo) Colombian Psycho (595 pagine, 22,50 euro), che arricchisce il catalogo delle edizioni e/o, è un vertiginoso noir che diventa una sorta di cupa analisi radiografica dell’odierna Colombia: droga, sesso, violenza, corruzione, impunità, intrecci fra malavita e istituzioni e ogni altro lato oscuro non vengono lesinati. È l’ideale seguito del precedente romanzo, Sarà lunga la notte (qui l’articolo), in cui il tema principale era il peso sempre crescente delle chiese evangeliche, in Colombia e non solo.

Tre J: il procuratore, la giornalista e l’ex guerrigliera

Santiago Gamboa ha scritto un romanzo dalla struttura complessa e dall’esplicita critica sociale, crudo, sfrenato e amorale, con una continuità tematica che attraversa gran parte della sua opera, di cui è in qualche modo un punto di convergenza. Una serie di delitti affollano i tanti brevi e incalzanti capitoli, guai e crimini con cui fanno i conti, ciascuno per proprio conto, il procuratore Edison Javier Justiñamuy, la giornalista Julieta Lezama e la di lei assistente Johana Triviño, ex guerrigliera delle Farc, personaggi già centrali nel precedente romanzo. Si rimettono in moto a causa del ritrovamento di alcuni arti (che, si scoprirà, appartengono a un ex paramilitare mutilato ma vivo) nei pressi di una villa, teatro di un festino carico di sostanze e di alcol. A scoprirlo sono due focosi amanti impegnati in un amplesso in auto. Ed è appena l’inizio di una storia fatta di grandi e piccole violenze infinite, una violenza capillare e normalizzata, condizione sistemica del Paese sudamericano, in cui non è solamente prerogativa dei delinquenti, ma della classe dirigente, dei protagonisti dei media e della gente comune.

La lotta fra bene e male (e tanta metaleteratura)

È certamente, sotto mentite spoglie, un romanzo politico e sociale su degrado, nodi irrisolti, verità parziali, violenza e malcostumi in seno alle istituzioni, sulla comprensione del male e sulla lotta fra male e bene; e poi straripa di metaletteratura, Colombian Psycho, perché molteplici sono i riferimenti alle opere di Santiago Gamboa, di citazioni dirette e indirette di grandi classici (Cortázar per fare un esempio, dopo poche pagine), con un gioco di specchi tra realtà e finzione, e perché è tutt’altro che un noir tipico, intrecciato com’è di riflessioni sull’arte di narrare e di scrivere, su come si fa a raccontare storie. Si alternano riflessione e azione, colpi di scena e digressioni, che alimentano la tensione e il caos per centinaia di pagine. Romanzo complesso e maturo, Colombian Psycho, proietta Santiago Gamboa in un futuro coraggioso, da paladino della letteratura che si fa testimonianza contro la violenza, per comprenderla, e del sottile confine fra legalità e compromesso.

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