Honor Levy arriva dal futuro, vivere e pensare online

Nei racconti di Honor Levy, raccolti ne “Il mio primo libro”, desideri, corpi e relazioni sono algoritmi da decifrare. La scrittura dell’autrice americana somiglia a quella dei social, si nutre di angoscia e tenerezza, senza essere necessariamente megafono di una generazione…

Ok, arriviamo ultimi. Ok, un po’ chiunque sostiene che questa scrittrice arrivi dal futuro e che il suo libro, che hanno pubblicato i ragazzi di Mercurio Books, sia stato scritto domani. Ok. Ci va di scriverne, però, di consigliarlo, a chi non si accontenta e cerca letture diverse, speciali. Il mio primo libro (224 pagine, 18 euro) della non ancora trentenne americana Honor Levy, tradotto da Chiara Manfrinato, non racconta questo tempo che viviamo, ma lo incarna, non vuol contenere il caos perenne del presente, nella vita quotidiana o nel web, ma vuole accompagnarlo, forse amplificarlo. La sua scrittura provoca, si contraddice, si accumula, con frasi nervose e sincopate, assomiglia molto a quella dei social, senza per questo essere, necessariamente, volutamente o involontariamente, il megafono di una generazione.

La tecnologia come dimensione esistenziale

Desideri, corpi, relazioni — protagonisti dei racconti di Honor Levy sono adolescenti e ventenni storditi dalla tecnologia, dalle droghe, dalla pornografia, dalla pressione sociale — sono come algoritmi da decifrare. Le figure che indaga e a cui dà vita saranno anche iperconnesse, ma sono sole, sembrano ciniche, ma sono vulnerabili, fragili ma aggressive, saranno anche ironiche, ma sono pure disperate, corrono troppo velocemente per essere comprese, vivono la tecnologia come una dimensione esistenziale, vivono in un eterno presente digitale, incapace di immaginare un altro tempo e un altro spazio. E non si confidano, non si confrontano, vivono e pensano attraverso lo schermo, rivolgono i quesiti più personali ai motori di ricerca o all’intelligenza artificiale.

Perché può durare…

Lessico da generazione Z, e poi notifiche ed emoticon, incontri on line, stimoli in eccesso, sovraccarichi e cortocircuiti emotivi. Le short stories di Honor Levy possono durare in un universo in cui tutto scorre veloce e nulla sembra davvero durare? Sì, i suoi testi brevi e compulsivi, non si nutrono solo di angoscia, ma anche di tenerezza. Leggere Honor Levy è un’occasione da catturare per avvicinarsi al presente e al futuro senza ustionarsi, senza illudersi, senza spaventarsi. Non un farmaco, non una pozione magica, ma un concretissimo miracolo.

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