Nuova edizione per “Terra degli uomini” di Antoine de Saint-Exupéry, con una nuova dimensione visiva, grazie alle illustrazioni di Riad Sattouf. Un diario delle sue esperienze da pilota – viaggio fisico e spirituale – da cui emerge la necessità di affrontare la vita con coraggio e consapevolezza, e grazie a cui si guarda alla terra come partenza e come ritorno
Quando il giovane fumettista Riad Sattouf scoprì per la prima volta Terra degli uomini di Antoine de Saint-Exupéry, lo fece tra le polverose scaffalature di una biblioteca.
Un fascino irresistibile lo colpì fin da subito, la dedizione quasi mistica dei piloti dell’Aéropostale, la solitudine del deserto, l’amicizia che nasce tra le difficoltà, l’intima riflessione sull’esistenza umana: tutto ciò che Saint-Exupéry aveva vissuto e raccontato risuonava dentro di lui come un potente richiamo.
Ed è proprio questa passione che lo ha spinto a illustrare l’opera. Il desiderio di dare una nuova vita a quelle parole, rendendo visibili le emozioni e le riflessioni che il romanzo evoca. Un’opera che, ora in questa nuova edizione illustrata grazie a L’ippocampo, si arricchisce di una dimensione visiva che permette di vivere ancora più intensamente l’avventura e la bellezza di Terra degli uomini (288 pagine, 25 euro).
Viaggio e riflessione
Il romanzo non è solo il racconto di un viaggio, ma la riflessione intima di un uomo che, staccatosi dalla terra per solcare i cieli, torna alla terra per cercare se stesso e gli altri.
In questo diario, Saint-Exupéry racconta la sua esperienza come pilota, cominciando nel 1926 con la società Latécoère nel volo Tolosa-Dakar, attraversando territori selvaggi e inesplorati come il deserto del Sahara, intrecciando i ricordi di esperienze vissute al limite della sopravvivenza, ma anche con pensieri sulla natura dell’uomo e della solitudine.
La terra per Saint-Exupéry diventa un maestro che insegna le verità più profonde, quelle che non si trovano nei libri, ma che si apprendono solo attraverso l’esperienza diretta.
Il pilota è come «un biologo che studia il formicaio umano da dietro l’oblò».
La fragilità davanti alla natura
Un’esperienza che spesso pone l’uomo contro l’ostacolo e mostra la sua fragilità di fronte alle forze implacabili della natura. Ma c’è anche la bellezza di ciò che l’uomo può costruire e di chi può incontrare persino nei luoghi più inospitali.
Saint-Exupéry ci trasporta in un viaggio che è tanto fisico quanto spirituale, e che ci conduce attraverso le esperienze di un pilota che, pur solcando i cieli, non può fare a meno di tornare sempre con il cuore e con la mente sulla terra.
Lo stile è ricco di immagini poetiche e malinconiche, con un linguaggio che, pur essendo sobrio, è capace di evocare immagini potenti e riflessioni profonde. La sua scrittura ci parla della solitudine, della morte, dell’amicizia e della speranza, ma soprattutto della necessità di affrontare la vita con coraggio e con consapevolezza.
La terra è il nostro punto di partenza, e allo stesso tempo, il nostro ritorno.
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