Zbigniew Herbert, con sapienza nel cuore del ‘600 olandese

Diario di viaggio, cronaca e riflessioni personali in “Natura morta con briglia” di Zbigniew Herbert, raccolta di saggi dedicati all’Olanda. Un classico fra storia, geografia e arte, con tanti protagonisti, a cominciare dal pittore Torrentius…

Come ha osservato una volta Iosif Brodskij, i versi di Zbigniew Herbert, con la loro «geometrica nitidezza e glaciale lucidità, hanno il potere di lasciare un’impronta fisica nella materia cerebrale di chi legge». Una impronta indelebile e netta, evidente in ogni pagina di Natura morta con briglia (190 pagine, 19 euro), Adelphi, questa raccolta di saggi dedicata all’Olanda.

Il poeta dissidente

Poeta e grande viaggiatore, il polaccoZbigniew Herbert ha girato in lungo e in largo l’Europa e l’America, tra ristrettezze economiche e i bastoni tra le ruote messigli del governo polacco, che lo considerava, a ragione, un dissidente. In queste pagine, intriso della luce, epica e al contempo calma, dei cieli d’Olanda, Herbert spazia dai paesaggi di Van Goyen alla vicenda drammatica della “Tulipanomania”, una folle bolla speculativa che mandò alle stelle il prezzo dei tulipani tra il 1634 al 1637, fino alla storia misteriosa del quadro che da il titolo al saggio: “Natura morta con briglia”, dell’ancor più misterioso pittore Torrentius, nella cui unica opera sopravvissuta alla distruzione Herbert si imbattè al Rijskmuseum, rimanendone folgorato, in una improvvisa, quanto inaspettata “Sindrome di Stendhal”.

Un pittore scandaloso e romanzesco…

Torrentius, pseudonimo di Johannes van der Beeck, fu un personaggio scandaloso, ricco, dissoluto e libertino, stregone e adepto di varie società segrete. Una figura romanzesca, insomma, capace di calamitare attornò a sè verità e leggende, fino a creare un groviglio inestricabile. Il suo piccolo capolavoro, considerato generalmente una allegoria della temperanza, raffigura tre recipienti accostati (una brocca di terracotta, un calice di vetro mezzo pieno d’un liquido trasparente, e una brocca di stagno) su una mensola dove sono posate due pipe e uno spartito musicale con un testo.

… salvato dalla morte, ma solo una volta

Sullo sfondo, in alto, appare anche un oggetto che lascia stupefatti: una briglia, un morso per cavalli indomiti, appesa contro uno sfondo nero come “il coperchio trasparente di un baratro”. Attraverso le parole di Zbigniew Herbert, seguiamo le vicende di Torrentius, o quel che se ne riesce a ricostruire, dai pochi documenti a disposizione: processato per blasfemia e satanismo, venne torturato e imprigionato. Salvato per intercessione del re d’Inghilterra, Carlo I, che ne ammirava l’opera, Torrentius sfidò il bando lanciato contro di lui tornando in Olanda, dove venne di nuovo processato e torturato, senza che questa volta arrivasse una testa coronata a salvarlo. Herbert mescola con straordinaria sapienza narrazione, diario di viaggio, cronaca e riflessioni personali, conducendoci nel cuore luminoso del Seicento olandese.

Guarda il video di Carmela Scotti, disponibile anche sulla sua pagina Instagram (clicca qui)

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