Niente stupisce ma tutto spaventa nei racconti enigmatici e inquietanti di “Fiori che si aprono di notte”, firmati da Tomas Downey. Libro con cui l’autore argentino si consacra, grazie a una scrittura che non spiega ma suggerisce, in un mondo che ancora fa i conti con quel che resta della pandemia…
Tomas Downey, scrittore argentino diplomato in sceneggiatura, è arrivato alla sua terza pubblicazione, per la seconda volta con gran vía nella traduzione di Olga Alessandra Barbato (qui un suo articolo), e sembra aver trovato la sua consacrazione con Fiori che si aprono di notte (192 pagine, 16 euro).
Un titolo già di per sé enigmatico, allusivo e inquietante e che è un perfetto trait d’union di tutti e quattro i racconti lunghi (o mini-romanzi?) che compongono il libro.
Quando tutto crolla
Nel primo, dal titolo eponimo, due cugini cresciuti in mezzo all’imbarbarimento in un luogo lontano dalla civiltà ma vicino a una città scoprono di non essere imparentati e si appigliano a un amore reciproco mentre intorno tutto crolla e i presagi di una stregona cieca non sono benauguranti.
In CET, il racconto più lungo e inquietante, un giovane ricercatore universitario vede crollare il tetto di camera sua e della sua vita quando durante una notte di strane e devastanti esplosioni nella sua città compaiono strane creature, usciti da uova nere. Queste diventano una presenza infestante per alcuni cittadini, mentre altri se li terranno come animali da compagnia. Anche qui, sulle vite dei protagonisti aleggia un destino di apocalisse inevitabile, che viene rimandata di pagina in pagina. Il racconto più riuscito è anche quello più cupo e torbido, il terzo. La protagonista si decide ad attuare il cosiddetto processo di risveglio del figlio di otto anni morto in un incidente stradale. Si tratta della nuova moda (in Argentina? Nel mondo intero?) ma le persone risvegliate si comportano più che altro come automi lobotomizzati e come trastulli sessuali per casalinghe annoiate e alcolizzate di Buenos Aires. Per Carolina, la protagonista, discesa agli inferi e ritorno.
L’irreparabile
Chiude il libro una storia con protagonisti dei giovanissimi, immersi nel mondo digitale e alle prese con un nuovo fenomeno di vendite: gli Omini, giocattoli umanoidi pensati per la compagnia, ma che finiscono ben presto in un vortice pericoloso di combattimenti clandestini, mandati ovviamente in mondovisione via social.
In Fiori che si aprono di notte è l’inquietudine a regnare sovrana, nella pagina successiva potrebbe continuamente accadere l’irreparabile, eppure, grazie anche a una sapiente scrittura che suggerisce piuttosto che spiegare, i personaggi continuano imperterriti a vivere la propria vita, a seguire una traccia che non hanno scelto, ma sembra inevitabile. Tomas Downey tratteggia un mondo ancora lacerato dallo shock della pandemia, in cui niente sembra stupire ma tutto spaventa e ci lascia attoniti.
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