Lorena Spampinato, anime dilaniate dall’amore e dal dolore

Fa venire un nodo in gola e prende per lo stomaco “Cade la notte”, romanzo di Lorena Spampinato che segue le tormentate evoluzioni e l’andamento altalenante del sentimento che lega Roberta e Michele. Una storia che finisce per sfinimento, un racconto che riguarda tutti, fra conflitti generazionali, lavori precari ed errori che si ripetono…

Una storia d’amore che comincia come le più comuni, alla fermata di un autobus, e che attraversa le fasi di ogni amore che nasce e si evolve. Dall’innamoramento, quando si avvertono le farfalle nello stomaco, ai primi battibecchi e campanelli d’allarme fino alla crisi, ci sono tutte le tappe di un amore eterno o caduco che sia. A pensarci meglio quello che ci racconta Lorena Spampinato in Cade la notte (239 pagine, 18 euro) edito da Feltrinelli, è la storia – non per forza d’amore -, quella che abbiamo vissuto tutti, non necessariamente coppie, perché infatti i personaggi, i luoghi, le situazioni, le relazioni sono esattamente delle coincidenze con il nostro passato o presente.

L’altalena

Se volessimo trasformare questo testo in video davanti a noi si ripeterebbe in loop la scena di un’altalena che ti spinge fino a su, in alto, fino a toccare il cielo con le dita e poi ti riporta giù, indietro di botto con i piedi a strisciare sulla terra, i sassolini che si conficcano nella carne per fermare la corsa. Dall’euforia allo sconforto. Una, due, tre quattro volte e ancora una. Michele e Roberta ai tempi dell’università prima e poi a quelli del lavoro, di carriere sognate, quasi iniziate e mai finite, tra loro parole dolci, intimità nel bilocale in affitto e nella casa della nonna di lui, malmessa, quasi una metafora di ciò che vivono, poi parole pungenti, battibecchi. Liti nelle notti in cui si vomita proprio di tutto addosso all’altro. E poi un abbraccio riparatore per dirsi ti amo. Sembrerebbe il più classico dei tira e molla delle relazioni.

Allora cosa tiene attaccati alle pagine?

Le sfide

Lorena Spampinato ti prende letteralmente per lo stomaco, ti aggancia e ti trascina nella storia senza chiederti il permesso. Cade la notte è un libro che ti fa venire il nodo alla gola e le lacrime agli occhi, non possiamo negarlo, ci siamo ritrovati almeno una volta nell’affanno della ricerca di identità, o a riparare i cocci delle nostre rel-azioni.
Dentro questo romanzo c’è la sfida dell’essere madri, di saper mettere su famiglia, e di essere figli semplicemente capaci di stare al mondo. Roberta è in conflitto con sua madre che, apparentemente affabile, sin dall’inizio cerca di ostacolare il fidanzamento con Michele. Un rapporto finto. Un rapporto ostile che ritorna sempre per tutto il racconto.

… mia madre che non sapeva nulla della felicità, men che meno la speranza…

Una relazione compromessa fin dall’infanzia di Roberta, ed è inevitabile perché siamo la stratificazione di affetto, sensibilità, emozioni, paure, rabbia che i nostri genitori ci hanno trasmesso prendendosi cura di noi. Siamo fili intrecciati nei primi anni di vita, più si aggrovigliano i fili e più tessiamo tele complicate che restituiscono quadri confusionari, con poca luce.

La storia di tutti noi

Tra la routine si fa sempre più consapevole per Roberta che Michele non è la persona di cui si è innamorata a venti anni. Il loro è un amore pieno di paure, di incertezze. Sembrano due leoni in gabbia che poi ricadono negli stessi errori. Arrivano al capolinea per sfinimento, per disperazione, a questo punto non c’era più l’incoscienza che in qualche modo che permetteva di andare avanti. C’erano due corpi, due anime dilaniate dal dolore.

Cade la notte di Lorena Spampinato, che nel finale ci regala un colpo di scena metanarrativo, non è una storia ma la storia di tutti noi.

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