I finalisti dello Strega sul palco di villa Filippina, che dal 24 al 27 settembre ospiterà la prima edizione del festival Logos, diretto da Nadia Terranova. È il primo tassello di un laboratorio di idee capace di attrarre iniziative di respiro internazionale e di dare spazio alle culture del Mediterraneo
Palermo si ritaglia per una sera il ruolo di capitale della narrativa italiana. Nella suggestiva cornice di Villa Filippina, il Logos Festival, diretto da Nadia Terranova e organizzato dall’omonima associazione, da Kalos e dall’associazione Urania, ha scelto di presentarsi al pubblico con un evento di grande richiamo culturale: l’incontro con i sei finalisti del Premio Strega 2026, protagonisti di una tappa speciale dello storico tour letterario che accompagna il premio più prestigioso del Paese.
L’appuntamento rappresenta molto più di una semplice presentazione editoriale. È il primo assaggio di “Logos – Parole dal Mediterraneo”, la manifestazione che dal 24 al 27 settembre porterà nel capoluogo siciliano scrittori, intellettuali e operatori culturali per quattro giorni di confronto e approfondimento. Una dichiarazione d’intenti che punta a collocare Palermo al centro delle rotte culturali del Mediterraneo.
I finalisti dello Strega
A catalizzare l’attenzione del pubblico i sei autori in corsa per la vittoria finale del Premio Strega: Michele Mari, Matteo Nucci, Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti, Alcide Pierantozzi ed Elena Rui. Sei voci differenti, accomunate dalla capacità di raccontare il presente attraverso linguaggi, sensibilità e prospettive diverse. Durante la serata, presente Stefano Petrocchi direttore della Fondazione Bellonci (a sinistra nella foto con Teresa Ciabatti e Matteo Nucci) gli scrittori hanno dialogato con il giornalista Andrea Giuseppe Cerra, offrendo ai lettori uno sguardo privilegiato sulle opere che hanno conquistato l’accesso alla finale.
L’incontro è stato anche l’occasione per riflettere sul significato e sull’eredità del Premio Strega, che nel 2026 celebra ottant’anni di storia. Un traguardo che racconta non soltanto l’evoluzione della letteratura italiana, ma anche i cambiamenti sociali, culturali e politici del Paese. Attraverso generazioni di autori e opere diventate punti di riferimento, il premio ha contribuito a costruire un osservatorio privilegiato sull’Italia contemporanea.
Le culture del Mediterraneo
La scelta di ospitare la sestina finalista a Palermo assume un valore simbolico particolare. Negli ultimi anni la città ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale, trasformandosi in un laboratorio di idee capace di attrarre iniziative di respiro internazionale. L’anteprima organizzata da Logos si inserisce in questo percorso, con l’obiettivo di creare uno spazio permanente di dialogo tra le culture che si affacciano sul Mediterraneo.
Tra gli alberi secolari e gli spazi storici di Villa Filippina, la letteratura diventa così occasione di incontro e confronto. Un evento che unisce la tradizione del Premio Strega all’energia di una nuova manifestazione culturale e che segna l’inizio di un percorso destinato a culminare a settembre. Per Palermo, una serata che conferma la centralità della parola scritta come strumento di conoscenza, partecipazione e crescita collettiva.
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