Thriller adrenalinico? Hard-boiled familiare e sociale? Ottima alta letteratura. “Il re delle ceneri” di S. A. Cosby – uomo dai mille mestieri, prima della pubblicazione – si accende col tentato omicidio del padre di un imprenditore…
Settembre e ottobre 2022. Jefferson Run, verosimile cittadina della Virginia, fra le contee di Warren (sede dell’università di Prosser) e di Chesterfield (a sud della capitale Richmond), ex distretto manifatturiero (soprattutto pastiglie per freni e barattoli di vetro), tra due fiumi e due interstatali, risulta da un po’ la città con il più alto tasso di omicidi dello Stato (pure di orfani e di vedove). Il crematorio è gestito dai neri Carruthers, aperto e portato avanti con successo dal padre Keith (che prima lavorava come becchino) e dalla madre Bonita (ex tecnico chirurgico dello stesso ospedale) via via che i tre figli crescevano vicini d’età: Roman il più grande, Neveah e Dante. Sei mesi dopo essersi trasferiti nella bella villetta di quattrocento metri quadri, a due piani con portico, il 6 giugno 2003 la madre era sparita. Roman aveva sedici anni, ha poi frequentato l’università in Georgia, ormai ne ha compiuti 35, vive ad Atlanta, gira in Porsche ed è un ricco imprenditore, possiede una società di gestione patrimoniale. Con una contabilità creativa e spregiudicata fa fare ancor più soldi a chi ne ha già parecchi, tenendoli pure fuori dal mirino del fisco.
Il ritorno a casa
Dopo una notte di bagordi per la festa di una casa discografica nel suo attico, la sorella lo chiama all’alba: hanno cercato di ammazzare il padre, è in coma; si organizza, prepara i bagagli; va da Miss Delicate per provare ancora sesso e dolore (penitenza punizione assoluzione), prende un volo di prima classe e ritorna, prima volta dopo cinque anni. Ben presto capisce che è il fratello a essersi messo nei guai, ha comprato droga dalla gang nera dei Black Baron Boys, 300 mila dollari, non li ha pagati. Roman prova a spiegarsi coi capi, anche loro fratelli, Torrent e Tranquil Gilchrist: fiato sprecato, gli rompono quattro denti, tagliano un mignolo a Dante, danno loro una settimana per ridarne 420 mila. Roman ne promette di più lavorando per la banda. Scie di sangue e morte per molti.
Un incontro pericoloso…
Prima di diventare ottimo premiato scrittore S. A. Cosby (Contea di Mathews, Virginia, 1973) si è affaccendato in tutto: buttafuori, operaio, giardiniere, manager di ferramenta, montatore di palchi, addetto alle pompe funebri; ne ha fatto tesoro. Questo Il re delle ceneri (385 pagine, 19,50 euro) – edito da Rizzoli, tradotto da Luca Briasco – è il sesto romanzo (tradotti dal terzo del 2020), ancora una volta uno splendido pezzo unico (non seriale, in linea di massima), narrato in terza (quasi) fissa al passato, con al centro una guerra per bande in un luogo corrotto e quasi dimenticato (altrimenti sarebbe dovuto arrivare l’esercito). L’autore l’affronta con grande efficacia, fa pulsare le dinamiche collettive innervate sulla storia comunque meticcia delle varie comunità. Roman incontra al Kingdom la voluttuosa onesta Jealousy Evers, capelli ricci e occhi castano chiari; sembra coetanea ed è sorella dei capi cattivi, stesso padre e diversa madre (discendente da esploratori europei); se ne innamora, condivide dolorose appassionanti pulsioni. Intanto cerca di manifestare la propria crescente (pure cattiva) intelligenza. Non desidera comunque essere il Re delle Ceneri (da cui il titolo), quella definizione appartiene di diritto a suo padre, convinto che poi alla fine nulla dura per sempre e “tutto brucia”; in aiuto chiama lo spietato esperto amico Khalil, gran lettore di capolavori e curioso di uno dei musei dedicati a Edgar Allan Poe (quello di Richmond, fondato nel 1906).
Whisky e musica blues
Thriller adrenalinico, giallo abbastanza (quattro brevi inserti con diverso carattere raccontano indietro nel tempo le vicende dei fratelli il giorno della scomparsa della madre, cui erano legatissimi), black noir molto, hard-boiled familiare e sociale (verrebbe da dire); meglio lasciar perdere le definizioni, ottima alta letteratura. Spesso whisky, Neveah si scola uno splendido Sauvignon Blanc consultando il fascicolo sulla madre. Molta musica blues, la suoneria di Roman va disinvoltamente con Per Elisa.
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