Viola Ardone: “Noi responsabili dei figli di Gaza, Iran e Ucraina”

Nonostante le guerre feroci e i conflitti interiori dei personaggi principali, il recente romanzo “Tanta ancora vita” di Viola Ardone vuole essere un libro di speranza, con uno sguardo attento sull’infanzia. Abbiamo intervistato la scrittrice de “Il treno dei bambini” al palazzo Ducale di Genova

I figli degli altri ci appartengono.

È questa una dell più belle frasi di Tanta ancora Vita (321 pagine, 19 euro), quarto romanzo per Einaudi di Viola Ardone che, intervistata, ne spiega il senso in modo inequivocabile: «Sono contenta che mi venga chiesto di questa frase perché la voglio dedicare a tutti i bambini delle guerre in atto in questo momento, ai bambini di Gaza, ai bambini in Iran, ai bambini in Ucraina perché sono nostra responsabilità precisa, sono nostra responsabilità diretta».

La scrittrice campana è stata l’ultima ospite di “Un palazzo di libri”, ciclo di incontri al palazzo Ducale di Genova, rassegna curata da Nadia Terranova ed Elisabetta Pozzi, con cui ha dialogato proprio Viola Ardone, davanti a un pubblico attento e coinvolto. Il suoTanta ancora Vita, per quanto sia pervaso da feroci guerre internazionali e da conflitti interiori altrettanto sconvolgenti, vuole essere messaggero di speranza, a cominciare dal titolo. «È un talismano che ho voluto dare ai miei protagonisti – osserva Viola Ardone – perché hanno delle vite molto difficili, ognuno di loro ha un pezzo mancante, però gli ho voluto mettere questa moneta in tasca. Questo Tanta ancora Vita. Questa è una frase che dice Kostya, il bambino protagonista, in un momento particolare, mettendo un po’ in crisi la sintassi tradizionale perché fa, insomma, un iperbato, i bambini hanno un linguaggio poetico, sono nativi poetici e quindi la frase l’ho tolta a lui e l’ho messa nel titolo…».
 Qui la videointervista integrale, buona visione

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