Myriam Leone, la Palermo di oggi e le ombre della memoria

Un macabro delitto durante la Settimana Santa. Cassandra, una detective moderna che fa i conti non solo con un crimine, ma con figure enigmatiche, superstizioni popolari e antiche colpe mai espiate. Con “Malatrama” Myriam Leone imbastisce un’indagine poliziesca fra richiami letterari e una città colma di contrasti e contraddizioni…

Ambientato ai giorni nostri, tra la settimana che precede la Pasqua e i giorni della Settimana Santa, Malatrama (320 pagine, 20 euro), romanzo di Myriam Leone, per la collana Lapilli di Kalós, intreccia il fascino di Palermo con un’indagine poliziesca che affonda le radici in vicende lontane nel tempo.

Un monastero

Il cuore della storia è il monastero di Santa Caterina d’Alessandria, luogo di clausura e spiritualità nel centro storico della città. Tra chiostri, cripte, dolci conventuali e antiche tradizioni religiose, la Palermo contemporanea emerge in tutta la sua complessità, sospesa tra modernità e tradizione.
La protagonista è il vicequestore Cassandra D’Angelo, quarantenne brillante e intuitiva, appassionata di letteratura e capace di cogliere l’arrivo delle sventure prima che si manifestino apertamente.

Un orafo senza vita

Una mattina viene chiamata al monastero, dove le suore trovano il corpo senza vita di Vincenzo De Lisi, un orafo sessantottenne apparentemente estraneo alla comunità religiosa.

Attorno al cadavere sono disposti lumini e tazze in ceramica, elementi che conferiscono alla scena un’atmosfera inquietante e rituale.
Mentre Cassandra ricostruisce gli ultimi movimenti della vittima, emergono figure enigmatiche: le anziane monache del convento, una donna inferma considerata guida spirituale da molti fedeli, parenti reticenti, vedove eleganti e misteriosi testimoni che affermano di aver visto una bambina aggirarsi di notte tra le cupole e i cortili del monastero.

Tra ragione e mistero

A complicare ulteriormente il quadro compaiono messaggi anonimi che invitano il vicequestore a cercare la “Malatrama”.
L’indagine conduce Cassandra in una rete di segreti custoditi per decenni, tra maternità nascoste, legami di sangue taciuti, superstizioni popolari e antiche colpe mai davvero espiate. Ogni rivelazione sembra aprire nuove domande.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è il ritratto della protagonista. L’inchiesta non monopolizza il racconto: trovano spazio la nostalgia per i genitori scomparsi, il rapporto quasi materno con il fratello Achille, le amicizie e il sentimento ancora indefinito verso il collega Enrico Di Mauro. Cassandra è una detective moderna ma profondamente legata alla propria terra, sospesa tra razionalità investigativa e sensibilità verso il mistero.

Tradizioni e credenze

Lo stile alterna efficacemente registri diversi. Alla tensione del giallo si affiancano momenti di ironia, soprattutto nei dialoghi con i personaggi secondari, e pagine dedicate ai sapori della cucina siciliana, alle tradizioni religiose e alle credenze popolari. Numerosi richiami letterari arricchiscono la narrazione e riflettono la formazione umanistica della protagonista.

Un romanzo che unisce mystery e racconto di ambiente, dove Palermo diventa simbolo di una realtà fatta di opposti: “bellezza e dolore, cultura e superstizione, accoglienza e reticenza.”

Un’indagine coinvolgente che utilizza il delitto come chiave per esplorare le ombre della memoria e i nodi del passato.

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