Thomas Hardy, non solo oscurità ma anche spensieratezza

È ambientato in piena rivoluzione industriale “Sotto gli alberi” di Thomas Hardy, romanzo pastorale in cui spesso si sovrappongono quel che è semplice con ciò che è artefatto. Una ragazza sfuggente e ambiziosa è alle prese con una proposta di matrimonio che…

Sotto gli alberi – presente nel catalogo Fazi – è la seconda opera di Thomas Hardy pubblicata nel 1872. È un romanzo pastorale in cui l’atmosfera è quella di un mondo antico, quasi idilliaco, dove la prima protagonista è la natura, intesa come rifugio sicuro e pacifico. E infatti la storia narrata nel romanzo si intreccia proprio attraverso le quattro stagioni, ognuna delle quali dà il titolo alle quattro parti in cui è suddiviso il romanzo.

L’elemento destabilizzatore

I componenti del coro della parrocchia di Mellstock sono umili agricoltori o carrettieri che hanno la passione per la musica e per i violoncelli, che suonano non solo in chiesa ma anche presso le singole abitazioni in occasioni speciali come quella natalizia. Il fatto di raggiungere direttamente le case, omaggiando personalmente chi le abita, rispecchia proprio lo spirito di un ambiente che è fatto di condivisione e semplicità. I modi di fare e i dialoghi sono gai e spensierati: in questo romanzo di Hardy c’è una componente umoristica e divertente.

Ciò che funge da elemento destabilizzatore è l’arrivo della nuova maestra della scuola elementare di Mellstock, l’agiata e vanitosa Fancy Day. Il vicario Maybold vuole inserire lei e il suo harmonium, un organo meccanico rispetto ai violoncelli classici, come sostituti del coro e di tutto il gruppo dei musicisti. Hardy scrive questo romanzo nel 1872, quindi nel periodo storico che si identifica con la Rivoluzione Industriale: Hardy vive questo cambiamento, ne risente e lo traspone nei suoi romanzi. In questo caso, il passaggio dal violoncello all’harmonium è una metafora del passaggio dal lavoro manuale a quello delle macchine. Inoltre, avviene anche la perdita del contatto diretto con la natura, visto che lo spopolamento delle campagne è una delle più immediate conseguenze della Rivoluzione Industriale.

La modernità irrompe

L’avvento della modernità inevitabilmente porta a una rottura con la tradizione. Ci si interroga però su quanto è stato sacrificato in termini di valori umani, di rapporti genuini e di autenticità in favore di ciò che è ritenuto nuovo e avanzato.

Questo interrogativo fa in un certo senso da sfondo alla storia d’amore tra il figlio del carrettiere Dewy, l’onesto Dick, e la fatua e volubile Fancy, più istruita di lui ma anche più ambigua. Così, Hardy pone in correlazione due realtà diverse e opposte tra loro: ciò che è semplice e autentico con ciò che è più artefatto e ambizioso. L’ambizione di Fancy è evidente quando, tentata dalle promesse di una vita ancor più comoda, accetta quasi d’impeto la proposta di matrimonio del vicario Maybold. «Il tuo talento musicale si svilupperà ancora di più: avrai tutti i pianoforti che vorrai; avrai tutto, Fancy, tutto ciò che può renderti felice – una carrozza tirata da un pony, fiori, uccelli, la bella società; si, tu hai quello che basta per frequentare qualunque società, dopo qualche mese di viaggio con me!»

La citazione dal Bardo

In questo punto della narrazione acquista maggiore senso il motivo per cui Hardy sarebbe stato ispirato riguardo al titolo da dare al romanzo dalla canzone pastorale Under the greenwood tree (Sotto l’albero verdeggiante), presente nell’opera di Shakespeare Come vi piace.

Sotto l’albero verdeggiante

chi ama coricarsi con me,

e accordare la sua nota allegra

al canto del dolce uccello,

venga qui, venga qui, venga qui:

qui non vedrà

altro nemico

che l’inverno e la tempesta.

Chi rifugge l’ambizione

e ama vivere nel sole,

cercando il cibo che mangia,

e contento di ciò che ottiene,

venga qui, venga qui, venga qui:

qui non vedrà

altro nemico

che l’inverno e la tempesta.

L’ambizione

È facile capire come questo canto pastorale si intrecci allo stile di vita bucolico promosso da Hardy nel suo romanzo. Ma si parla anche dell’ambizione che può generare dei nemici, e nel contesto relativo al romanzo di Hardy si potrebbe dire che l’ambizione può generare ambiguità, che è proprio ciò che caratterizza Fancy. Dick, desiderando follemente sposarla, si farebbe inconsapevolmente carico di questa caratteristica della futura moglie. In contrapposizione c’è la natura limpida che non ha niente da nascondere nella sua prevedibilità, proprio come l’inverno e la tempesta.

Lo so che sei irritato con me Dick, ed è perché la prima domenica in cui porto i riccioli e il cappello con la piuma capita proprio nel giorno in cui tu sei lontano e non puoi stare con me. Sì, dì che è per questo,  perché è questa la ragione! E pensi che per tutta la settimana avrei dovuto ricordare che tu oggi non ci saresti stato, e non preoccuparmi di essere vestita meglio del solito. Sì, è così, Dick, e non è per niente gentile da parte tua!

Un confronto

Il personaggio di Fancy può richiamare un confronto con Bathsheba, un’altra protagonista femminile di Hardy in Via dalla pazza folla. Per certi aspetti anche Bathsheba mostra una dose di frivolezza, e proprio questa caratteristica la porta a prendere una decisione sbagliata. Questo tempo in cui lei si trova in errore però le serve per maturare consapevolezza, come attraverso un processo di emendazione, cosicché quando alla fine corregge il tiro e cambia direzione si potrà essere certi, soprattutto da parte del suo amato, che quello di Bathsheba è un bene comprovato, un affetto autentico. Nel finale di Sotto gli alberi invece, Fancy resta la ragazza sfuggente che il lettore ha conosciuto all’inizio, ma che Dick non riesce a scrutare fino in fondo, anzi non ci riesce affatto se pensiamo invece al modo in cui Gabriel Oak riusciva a leggere dentro Bathsheba.

Rispetto agli altri grandi capolavori di Hardy cioè Tess dei d’Urberville, Jude l’oscuro e Via dalla pazza folla contrassegnati dalla sua tipica nota negativa e oscura (che pure tanto si ama), Sotto gli alberi è una ventata di spensieratezza e di buon umore, e che rivela una versione più lieta della personalità stessa di Hardy.

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