Un romanzo lirico e contemplativo, tra mito, ricordo e nostalgia. È “The Garden God. Una storia di due ragazzi” di Forrest Reid. Il protagonista torna all’incontro con il ragazzo che sembra incarnare quell’ideale di bellezza e armonia inseguito fin dall’adolescenza. Più che una storia d’amore, però, è un’elegia della memoria…
Scritto tra la fine dell’età vittoriana e l’inizio di quella edoardiana, il romanzo The Garden God. Una storia di due ragazzi (80 pagine, 3,49 euro) appartiene al filone della letteratura omosessuale di ispirazione classica, alimentato dal rinnovato interesse ottocentesco per la civiltà greca.
Il suo autore, Forrest Reid, aristocratico di nobile lignaggio materno ma privo di ricchezze, elaborò una visione dell’amore profondamente influenzata dall’ellenismo romantico: lontana dalla dimensione carnale, privilegiava un ideale estetico e spirituale, in dialogo con Platone, il mito e la poesia.
In questo si distingue nettamente da Oscar Wilde, la cui rappresentazione del desiderio, seppur contemporanea a Reid, è più concreta e sensuale.
Una poesia e una lettera
Il romanzo – disponibile solo in ebook, a cura di Enrico Pranovi, tradotto da Silvia Amalia Di Cocco per Storie Effimere – si apre con una poesia dedicata all’amato e con una lettera del protagonista Graham, dalla quale prende avvio un lungo viaggio nella memoria.
La prospettiva degli anni che si apriva alle sue spalle era abbastanza tranquilla e piacevole; come un giardino ampio e ombroso, un giardino antico e sonnolento pieno di fiori ancora dolci e freschi. Aveva realizzato poco.
Ritiratosi in una vita appartata, Graham ripercorre l’infanzia trascorsa tra gli studi del greco antico impartiti dal padre e un’immaginazione nutrita da Sofocle e Platone, fino all’incontro con Harold, il ragazzo che sembra incarnare quell’ideale di bellezza e armonia inseguito fin dall’adolescenza.
La loro amicizia si sviluppa attraverso confessioni, passeggiate, bagni, notti trascorse nella natura e continui richiami a Pan, Dioniso e alla filosofia platonica. In questa prospettiva, l’omosessualità non viene presentata come esperienza quotidiana o sociale, ma come tensione verso un ideale assoluto, quasi fuori dal tempo.
L’amore esperienza estetica e spirituale
Più che una storia d’amore, l’opera è un’elegia della memoria e dell’ideale. La natura diventa il vero linguaggio del sentimento, mentre la prosa è intrisa di suggestioni classiche e romantiche, richiama Keats, Shelley, Rossetti, Poe e Yeats.
Reid costruisce così un romanzo lirico e contemplativo, dove l’amore viene sublimato in un’esperienza estetica e spirituale, sospesa tra mito, ricordo e nostalgia.
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