Una ragazza in una Sicilia fantasy, i misteri di Nora W. Almerina

“Rosa Lia e la Regina dei Serpenti”  di Nora W. Almerina è il secondo volume di una innovativa saga fantasy, fra ecologia e tradizioni popolari siciliane. L’autrice è Nora W. Almerina – nom de plume, che immagina l’isola di Solea e Floria, Accademia di Teatromagia e Botanica, in quello che diventa un particolare romanzo di formazione…

In attesa che Elena Ferrante torni a battere qualche colpo, l’autrice più misteriosa delle nostre latitudini, in libreria con una novità, è una palermitana – almeno così assicurano le note biografiche diffuse dalla casa editrice Sellerio – che s’è inventata una saga, pubblicata nella collana La Memoria dei ragazzi, notevole per originalità e desiderio di fondere tradizione mediterranea e immaginario fantastico contemporaneo. Un fantasy per ragazzi nuovo, davvero, fra ecologia e tradizioni popolari. Qualcosa che è destinato a continuare, anche perché qualche rivolo di storie apparentemente minori è stato lasciato ancora in sospeso. Chissà magari un giorno il piccolo enigma dell’identità di Nora W. Almerina – rappresentatata da Valentina Alferj, agente letteraria e storica collaboratrice di Camilleri – sarà sciolto. Intanto ci godiamo dei libri sulla carta destinata a chi ha almeno una decina d’anni e, dunque, anche agli adulti.

Un’estate fuori dal normale…

L’anno scorso Nora W. Almerina aveva sorpreso con Rosa Lia e il segreto degli alberi, storia decisamente particolare che non poteva essere un episodio isolato e, in effetti, è arrivato il secondo capitolo della saga, ancora più bello del primo, ancora con una copertina realizzata da un efficace illustratore palermitano, Igor Scalisi Palminteri. Nel nuovo Rosa Lia e la Regina dei Serpenti (288 pagine, 15 euro). Si alternano inquietudine domestica, mistero e pura magia, oltre a sentimenti forti, legami di sangue (con la madre e, anche se non c’è più con la moglie) o anche solo d’amicizia. E poi c’è la Sicilia, un’isola ribattezzata Solea, una realtà parallela per Rosa Lia, ragazzina che, conclusa la scuola, farà i conti con un’estate tutt’altro che normale. Rispetto al primo romanzo della serie, dove Floria – l’Accademia di Teatromagia e Botanica – si presentava soprattutto come luogo dello stupore iniziatico, qui l’istituto mostra i suoi meccanismi più opachi.

Doppio antagonista

Come nel primo episodio c’è un conflitto, un antagonista, anzi due: l’avanzata incendiaria dell’esercito del temibile Cisnero contro i boschi di Solea, e non solo, c’è anche Miro, il compagno di scuola che Rosa Lia detesta e che si trasferisce proprio nel suo condominio. C’è chi appicca il fuoco ai boschi, e chi obbliga la protagonista a rimettere in discussione le proprie certezze istintive. La figura che dà il titolo al romanzo, la Regina dei Serpenti, evita con eleganza la tentazione della soluzione facile: non compare come un potere salvifico calato dall’alto, ma come una presenza antica che osserva più che intervenire, e che consegna a Rosa Lia un frammento scomodo della propria storia familiare. S’accende così anche un romanzo di formazione, in cui la giovanissima protagonista deve imparare ad accettare verità scomode e a fare i conti con le “zone grigie” della vita.

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