Pierangelo Consoli, il bilancio di un poeta della sottrazione

Un poeta disilluso e non riconciliato con se stesso è al centro di “Silenzio” di Pierangelo Consoli. Una vita in lotta con l’indifferenza, la dolorosa rinuncia all’omosessualità e un enigmatico giovane che riapre squarci di inquietudine…

In una casa attraversata da notti insonni e memorie, un poeta di settantuno anni assiste alla consacrazione definitiva di un’opera già riconosciuta.

In odor di Nobel

La figlia Claudia prepara un Meridiano dei suoi versi e il suo nome circola tra quelli dei possibili candidati al Premio Nobel.
Lui, però, ha quasi smesso di scrivere e guarda con estraneità l’immagine del grande poeta che gli altri continuano a costruire.
Il romanzo è soprattutto il bilancio di un’esistenza segnata non dalla mancanza di successo, ma dall’incapacità di sentirsi davvero riconciliato con ciò che è diventato.

Radicalità contro il silenzio

Per trent’anni il protagonista di Silenzio (168 pagine, 17 euro) di Pierangelo Consoli – edito da Neo – ha lavorato in redazione, occupandosi di cultura e scrivendo nella speranza che il suo lavoro raggiungesse qualcuno. A ferirlo, all’inizio, non furono le stroncature, ma l’indifferenza: nessun nemico da combattere, soltanto il silenzio. Da qui nasce una poesia sempre più radicale, fondata sulla sottrazione.

La verità è che mi sento nel posto sbagliato e mi ci sento da tutta la vita. Sono arrivato alla poesia tardi e per sottrazione. Dalle mie pagine ho cominciato a togliere quasi tutte le parole, tutte le trame e i personaggi, lasciando solo ossa spolpate.

Desideri non consumati, spesso senza nome

La stessa logica attraversa la sua vita sentimentale. Il matrimonio con Olga è privo di passione, ma non di affetto e complicità. Più dolorosa è la rinuncia alla propria omosessualità, vissuta per anni senza il coraggio di esporsi, anche per paura delle conseguenze sociali e della violenza di un ambiente provinciale. Il ricordo di Roberto, poeta e amore mai consumato, si intreccia così a quello di altri desideri rimasti senza nome.
Nel presente, Danilo, diciannovenne enigmatico, riapre una zona di inquietudine che il protagonista continua a sottrarre alle definizioni.
La storia di un uomo che ha fatto della sottrazione una poetica e che, alla fine, si trova davanti a tutto ciò che dalla propria vita non è riuscito a togliere.

​Seguici su Substack, Bluesky, Instagram, Telegram, WhatsApp, Threads, YouTube Facebook e X. Grazie

Questo elemento è stato inserito in Letture e taggato .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *