L’anatomopatologo Simenon, anniversari a orecchie spalancate

A novant’anni dal primo caso di Maigret e a trenta dalla scomparsa del suo papà, Georges Simenon, Emons pubblica l’audiolibro de “La trappola di Maigret”, letto da Giuseppe Battiston, e quello de “L’uomo che guardava passare i treni”, interpretato da Tommaso Ragno. Esami superati brillantemente, anche grazie a opere memorabili. Proponiamo due assaggi audio

Leggere libri … a orecchie spalancate, celebrando un anniversario. Anzi, due. A trent’anni dalla morte di Georges Simenon, a novanta dal primo caso del commissario Maigret, la casa editrice Emons propone due audiolibri in grado di sintetizzare bene il talento di quell’anatomopatologo delle coscienze che fu lo scrittore di Liegi. La trappola di Maigret (12,90 euro o, in formato digitale, 7,74 euro), letto da Giuseppe Battiston, e L’uomo che guardava passare i treni (15,90 euro oppure, in download, 9,54 euro), interpretato da Tommaso Ragno, sono davvero due ottimi inviti alla riscoperta di un maestro.

In fuga con l’assassino, a caccia con Il Commissario

Non solo “papà” del commissario più famoso di Francia, Simenon è stato anche autore di romanzi indimenticabili come L’uomo che guardava passare i treni, diario di un assassino per caso, col quale il giallista ribalta la sua prospettiva consueta: per una volta in fuga sulle gambe – e nella testa – di un omicida, piuttosto che a caccia di colpevoli con Il Commissario. Nell’uno o nell’altro caso, comunque, l’indagine non cambia. Perché il romanziere preferisce scavare nei solchi dell’anima, senza indugiare troppo sulle ferite dei corpi.

La rottura delle regole comuni

Il grande pubblico conosce Jules Maigret, non Kees Popinga. Peccato! Il protagonista de L’uomo che guardava passare i treni, infatti, è un perfetto esemplare di ometto grigio e senza tempo che improvvisamente, travolto dagli eventi, sceglie una tragica «rottura delle regole comuni». Il modo peggiore per uscire dal bassorilievo di un’esistenza anonima, ossessionato dalla necessità di conquistarsi un posto a tutto tondo tra i personaggi «in vista» della cronaca nera. Singolare ma estremamente eloquente che il libro di Simenon sia uscito nel 1938, lo stesso anno del capolavoro di Jean-Paul Sartre, La nausea. Per Kees Popinga, infatti, delitto e latitanza costituiscono il personalissimo, inquietante, rimedio alla nausea di vivere nella società della gente perbene, che d’un tratto si disvela. La (sconsigliabile) cura sta in due frasi-chiave. La prima: «Gli altri non valgono la fatica che ci si dà perché pensino bene di noi». La seconda: «Per quarant’anni mi sono annoiato. Per quarant’anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci».

Le voci

Mai facile dare voce a un’opera letteraria, ancor più quando è sofferta e complessa come La trappola di Maigret o L’uomo che guardava passare i treni. Giuseppe Battiston e Tommaso Ragno hanno brillantemente superato l’esame che, d’altronde, non è per loro neppure il primo. Ragno, attore che ha lavorato anche con Luca Ronconi e Toni Servillo, s’è già cimentato per Emons in una terna di classici tanto celebri quanto insidiosi: Il nome della rosa e Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, Oliver Twist di Charles Dickens. È stato Diario di scuola, scritto da Daniel Pennac, la prova d’esordio per Battiston con un audiolibro Emons.

Ascolta un brano da La trappola di Maigret nella versione di Giuseppe Battiston

 

Ascolta un brano da L’uomo che guardava passare i treni nella versione di Tommaso Ragno

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