Paola Capriolo, il video che ha acceso Black Lives Matter

Il cammino dei diritti è spesso fragile e va difeso. L’ha tragicamente confermato l’omicidio di George Floyd, diventato simbolo della lotta non violenta contro la discriminazione razziale. Ne “La testimone” Paola Capriolo guarda alla tragedia con gli occhi della giovane che ha ripreso l’episodio fatale. Un volume di speranza…

Dopo aver raccontato la storia di Rosa Parks con No (Edizioni EL, 2010) e aver dato voce alla madre del movimento per i diritti civili, simbolo della lotta non violenta contro la discriminazione razziale, Paola Capriolo torna sulla tematica partendo dalla storia più recente di un ormai noto episodio di cronaca che ha fatto discutere e riflettere sull’America di oggi: l’uccisione di George Floyd.
Con La testimone (120 pagine, 12 euro), edito da Einaudi Ragazzi, l’autrice ripercorre il tragico evento attraverso gli occhi di una giovane ragazza, appena diciassettenne, che ha assistito per caso all’omicidio e lo ha ripreso con il suo smartphone divenendone la testimone chiave che al mondo ha mostrato la crudeltà e l’insensatezza di una barbara uccisione.

Due voci narranti

L’accaduto che ha portato alla morte di George Floyd, l’afroamericano soffocato dal poliziotto col ginocchio premuto a lungo sul collo, è divenuto tristemente noto grazie al video messo in rete e divenuto virale. Quegli interminabili minuti di agonia, che culmineranno nel tragico epilogo per mano della polizia, hanno fatto così il giro del mondo svelando quanto il cammino dei diritti e la lotta contro il razzismo abbia ancora tanta strada da percorrere. Paola Capriolo nel romanzo ripercorre i fatti del 2020 e, dove la ricostruzione appare lacunosa, interviene la sua penna con inventiva realistica. L’autrice sviluppa il romanzo alternando due voci narranti: quella di Darnella, la giovane testimone, e quella di George, la vittima. Questa scelta narrativa rende i protagonisti ancora più realistici e dona alla narrazione toni vivi e intensi.

Una vita stravolta

Il romanzo (qui un booktrailer sulla nostra pagina YouTube) si apre con Darnella Frazier che non è ancora brutalmente trascinata fuori dalla routine della sua vita di adolescente, di ragazza spensierata che è uscita a fare due passi, in piena pandemia, per accompagnare la cugina più piccola a fare la spesa. Quando nota qualcosa di strano: davanti ai suoi occhi vede un uomo steso a terra, dalla pelle nera, inerme, sopraffatto da un poliziotto bianco. Tutto ha inizio in una serata ordinaria: la diciassettenne stava semplicemente scortando la piccola cugina al negozio di alimentari quando la sua esistenza viene stravolta. Improvvisamente, si ritrova davanti a una scena drammatica: un uomo afroamericano riverso sull’asfalto, bloccato da un agente bianco che con il suo ginocchio esercita una pressione tra le scapole e il collo del malcapitato.

L’ingiustizia svelata al mondo

La vittima, che la ragazza avrebbe poi identificato come George Floyd, lamentava l’impossibilità di respirare, invocando aiuto e disperandosi, finché il suo cuore non cessa di battere. Darnella ha documentato l’intera sequenza con il proprio cellulare, scegliendo coraggiosamente di diffondere online il filmato che ne documenta la ferocia di quell’assassinio ingiustificato. L’esperienza di essere testimone di un’uccisione per la giovane ha un forte impatto emotivo, traumatico, destabilizzante, che però non le fa mai perdere il senso di giustizia e la forza di contribuire a far luce sui fatti. Il lettore percepisce pienamente il dramma di Darnella, ma trova un senso grazie alla voce della vittima, la cui esistenza viene raccontata in prima persona, ripercorrendo la vita di ragazzo prima e poi uomo, il cui colore della pelle è stato determinante nella sua breve esistenza per essere spesso discriminato nonostante la sua buona volontà nel voler costruire un’esistenza migliore, dignitosa e consona alle proprie attitudini. Con la testimonianza di Darnella la perenne ingiustizia caduta addosso a George, solo per essere nero, sembra avere finalmente una risoluzione: sembra essere ascoltata, portata alla luce, svelata al mondo.

Atavici pregiudizi

Un mondo che è convinto di cambiare ed evolversi, ma resta di fatto impantanato in vecchie strutture mentali, in atavici pregiudizi, in diritti mai pienamente riconosciuti, che fatica a superare. E il dramma di Darnella è proprio questo: non riuscire a comprendere come in una società evoluta come quella americana risiedano ancora pesanti discriminazioni da decostruire e superare. Ma la sua testimonianza e l’esito del processo apre alla speranza. «“Questo mondo è malato e ha bisogno di cambiare”, aveva scritto sui social durante il processo; ma ancora dubitava che il cambiamento potesse avere inizio proprio adesso, proprio a partire da questo caso in cui lei era così profondamente coinvolta; …».

Nulla per scontato

Prova un grande sollievo per l’esito del processo: «nel Minnesota non era mai accaduto che un poliziotto bianco venisse condannato per l’uccisione di un nero». Non si illude che con questo risultato tutti i problemi vengano risolti, ma si accende la speranza. E con parole di speranza e fiducia nel futuro che Darnella affida a un post sui social che Paola Capriolo si avvia a chiudere il romanzo, ma prima rivolge la sua voce narrante, di autrice, alla stessa protagonista, al suo coraggio e all’importanza di essersi palesata testimone.
Un libro, quindi, a più voci, da leggere, da far leggere, da portare tra i banchi di scuola, per non dimenticare che il cammino dei diritti è spesso fragile e va difeso e tutelato sempre, senza mai dare nulla per scontato.

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