Una comunità di scrittori siciliani e un’idea: che biblioteche, librerie e centri di aggregazione culturale non siano un’eredità immobile da celebrare, ma una materia da interrogare e mantenere viva. “Radici di carta”, antologia di racconti degli Olmi, affronta come una questione di civiltà la fragilità materiale dei presidi della lettura, non solo un patrimonio, ma una parte della capacità collettiva di comprendere se stessi…
Il libro collettivo della comunità di scrittori siciliani Gli Olmi nasce da un’emergenza e si trasforma in un progetto culturale.
Gli Olmi sono nati nella primavera del 2026 per salvare la biblioteca di Niscemi, minacciata da una frana.
Dalla mobilitazione alla scrittura
Da quella mobilitazione è germogliata una riflessione più ampia: raccontare la Sicilia sottraendola a stereotipi e semplificazioni, attraverso le voci, anche dissonanti, di chi la abita e la interroga. All’inchiesta sulle biblioteche dimenticate dell’isola si sono aggiunti incontri, iniziative e infine questo volume corale, curato da Stefania Auci e Nadia Terranova, edito da Kalós, Radici di carta (280 pagine, 20 euro), in cui scrittori e scrittrici – da Giusy Sciacca a Elvira Seminara, Da Catena Fiorello a Gaspare Grammatico, da Vanessa Ambrosecchio a Giacomo Pilati, da Beatrice Monroy a Clelia Lombardo, Ugo Barbara, Rosita Manuguerra, Giampiero Montanti e tanti altri – esplorano il rapporto fra libri, memoria e appartenenza.
Non rinunciare al domani
Le biblioteche di Radici di carta non sono depositi inerti di volumi, né semplici scenari nostalgici. Sono infrastrutture della conoscenza, luoghi in cui una comunità conserva le tracce del proprio passato e negozia le possibilità del futuro. La loro fragilità materiale diventa così una questione civile: ciò che viene trascurato, sottratto o disperso non è soltanto un patrimonio documentario, ma una parte della capacità collettiva di comprendere se stessi.
Ma ogni comunità che rinuncia ai propri luoghi di cultura rinuncia anche a una parte della propria capacità di immaginare il domani.
I racconti attraversano l’isola e le sue contraddizioni: l’entusiasmo per la lettura, archivi negletti, documenti scomparsi, sale storiche ridotte a musei, biblioteche chiuse o affidate alla dedizione solitaria di chi le custodisce. Dall’infanzia alla ricerca storica, dalla poesia alla finzione, ogni voce illumina una diversa possibilità di incontro con la carta.
Contro l’incuria e l’oblio
Il progetto degli Olmi trova qui il suo centro: restituire le biblioteche alla vita quotidiana, farne spazi di studio, aggregazione e cittadinanza.
Le radici non sono un’eredità immobile da celebrare, ma una materia da interrogare e mantenere viva, e il profitto, l’incuria e l’oblio non possono diventare gli arbitri della memoria comune.
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