Tanta ironia e un po’ di malinconia in un classico di Xavier de Maistre, “Viaggio in giro per la mia stanza e tutti i racconti”. L’autore lo scrisse in una quarantina di giorni di forzata reclusione: angoli e oggetti della propria camera innescano aneddoti, riflessioni, pagine piene di grazia…
Un classico che non bisogna smettere di riscoprire, una cartolina dalla fine del diciottesimo secolo, uno dei minimi comun denominatori fra Umberto Eco, Marcel Proust, Susan Sontag e Machado de Assis; questi e altri giganti erano affascinati da un acuto ed esilarante libretto che torna per i grandi classici della Bur, la Biblioteca Universale Rizzoli, con prefazione di Vincenzo Latronico e traduzione di Flavio Santi. Viaggio in giro per la mia stanza e tutti i racconti (356 pagine, 15 euro) di François Xavier de Maistre (protagonista di guerre e viaggi, buon amico di Alessandro Manzoni), edito inizialmente in forma anonima, è un grandissimo esercizio di stile e fantasia, che prende in giro in qualche modo i viaggiatori del Grand Tour.
Farsi prendere per mano
Concepito e scritto, a Torino, nei quarantadue giorni di forzati arresti domiciliari – l’autore era un militare dell’esercito savoiardo, di lingua francese, ed era stato punito per aver duellato con un altro ufficiale – tanti quanti sono i capitoli di un viaggio della mente, è un neanche troppo velato invito a guardare oltre le apparenze della vita di ogni giorno, oltre l’esteriorità di situazioni e oggetti all’apparenza banali e dimessi. Tra le mura di una camera i vari angoli sprigionano storie e François Xavier de Maistre – uniche compagnie un alter ego con cui battibecca, una cagnetta e un servitore piuttosto vessato – costruisce mondi e universi, spesso ironici, talvolta malinconici, c’è solo da farsi prendere per mano.
Un amico, un letto, una rosa
Raccontare della biblioteca significa confessare le lacrime versate per la Clarissa di Richardson e per il Werther di Goethe, inquadrare qualsiasi oggetto significa divagare e inanellare aneddoti. La destinazione è relativa, vivere la quotidianità senza farsi fregare dall’abitudine è il segreto; è fondamentale lo spirito con cui si affronta qualsiasi viaggio, e basta il ricordo di un amico scomparso, un quadro, una scultura, l’ambivalente letto – dove si ama, dove si muore – o anche solo una rosa secca in un cassetto per… partire. È un libro pieno di grazia, questo piccolo classico figlio di una reclusione forzata che merita il passaparola, un circolo virtuoso, un futuro degno del suo passato, quando rappresentò una sorta di caso letterario.
Seguici su Instagram, Telegram, WhatsApp, Threads, YouTube Facebook e X. Grazie

