Cappellozza, una Venezia noir e un’ispettrice sui generis

Con “Il valore delle cose” Serena Cappellozza ci conduce nella Laguna, a partire dalla morte violenta di un imprenditore, su cui occorre indagare senza clamore. Sulla scena irrompono l’ispettrice Mirna Pagani e l’agente Marco Angeli…

Laguna di Venezia. Ottobre 2024. Un lunedì mattina l’ispettrice Mirna Pagani della squadra mobile viene chiamata dal commissario Tavella, dopo che un pescatore ha casualmente ritrovato un cadavere (con un colpo di arma da fuoco alla tempia destra, tenuto a fondo da un sacco di sabbia) in un canale nelle valli a sud. Accorre con l’agente Marco Angeli, intuiscono subito che la vittima poteva aver vissuto lì vicino e il colpevole aver utilizzato una cavana. Arrivano con la vedetta in prossimità di un moletto, scendono, trovano un cancello con la catena del lucchetto recisa, proseguono verso una bella grande casa colonica bianca, scoprono impronte e segni di trascinamento, una donna e un uomo stanno lavorando separatamente nel giardino. La signora delle pulizie Anita Loreto identifica subito l’ucciso; si tratta del Presidente, Leone Bartoni, e appare facile recuperare le prime informazioni: era a capo della GoldSwim, azienda di punta del Nord-est; membro attivo di club esclusivi (dei quali fa parte anche il sostituto procuratore); ricco potente cacciatore (di animali e donne). Inoltre: avevano intravisto tracce di vomito (lavate purtroppo), è sparito il tappeto dello studio, l’armadio dei fucili risulta aperto, manca la scatola di preziosi sigari Gurkha. Occorre approfondire senza clamore.

Tanti possibili indiziati

La separata Pagani vive turbolentemente con mamma e figlio, trasferitasi da Portobuffolè (entroterra) a Mestre da poco più di un anno (dopo avervi vissuto da piccola, prima della morte del padre e di una serie di traslochi e pseudo-patrigni), è sempre stata una madre lavoratrice pendolare (prima all’Antidroga) e ha una conoscenza del territorio da turista, vaporetti giapponesi motoscafi romanticismi. Angeli è più giovane di dieci anni, conosce bene le amate zone e le consolidate abitudini, sta organizzando la festa di fidanzamento con il premuroso compagno, ottimo cuoco e medico di base. Nella famiglia del morto covano tempeste, la vedova aveva certamente un amante (molte il Presidente, pur restando “innamorato”), tradimenti interessi affari incroci odi intrighi sono molteplici, i possibili indiziati sono vari e delicati. S’indaga.

Il primo di una serie

La docente di Lettere Serena Cappellozza (1972) insegna a Portogruaro e ha scritto già romanzi ambientati in quella vasta peculiare area lagunare. Ora con Il valore delle cose (394 pagine, 17 euro), per Sellerio, inaugura allegramente la serie con una protagonista pratica di spostamenti via imbarcazioni, appena trasferita ai Reati contro la persona, continuamente alle prese con gli amanti della propria madre Mantide, che li cerca possibilmente e saggiamente ricchi e vedovi, e con le contraddizioni proprie di genitore dell’adolescente Seba, che scoppiano quando riceve la richiesta di colloquio (agguato) da parte di un insegnante: «se va bene è un modo garbato per comunicarti quanto il tuo metodo educativo faccia schifo … ovvero che gratifichi troppo poco tuo figlio o non lo gratifichi abbastanza. Non lo punisci o lo punisci, sei troppo anaffettivo o amichevole, o severo o fluido, o non lo ascolti o checazzoneso…».

Il prezzo delle cose

Consigli di guida per genitori disperati tornano spesso nella narrazione, in prima al passato sulla protagonista, che cerca di coinvolgere l’ex marito Alex (archeologo). Lei annota di continuo appunti su un’agenda azzurra, soprattutto il valore soggettivo e il prezzo delle cose (da cui il titolo), in base a ciò che reputa e succede, quasi una compulsione, tanto che Angeli le consiglia una seduta di rebirthing o proprio l’analisi di uno psicologo o almeno un corso sulle costellazioni familiari. Tuttavia, tal simile pratica inevitabilmente aiuta a comprendere usi e costumi di vittime e indagati, non a caso il Presidente gustava sempre sofisticato rum con l’immancabile “maledetto” sigaro (fumante anche nel manifesto pubblicitario della copertina). La sera prima di morire aveva organizzato una grande festa per gli amici, proponendo una vasta gamma di bianchi: Chardonnay, Pinot, Sauvignon, Ribolla gialla, Prosecco di Valdobbiadene.

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