Lunga gestazione del suo ultimo romanzo e progetti futuri, ma anche la caratterizzazione della protagonista de “La Signora del Neroli” e gli adolescenti del presente nella conversazione con la scrittrice genovese Chiara Ferraris. “La mia Emma intelligente e perspicace – osserva – rompe gli schemi, i più giovani dovrebbero agire come lei…”
Una saga familiare appassionante, un’antica tradizione nel Ponente ligure, una magnifica caratterizzazione dei personaggi, a cominciare da Emma, protagonista di una scalata sociale oltre che de La Signora del Neroli, edito da Piemme. È il più recente romanzo di Chiara Ferraris (qui l’articolo), che abbiamo intervistato a margine del Laboratorio di lettura che include dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gastaldi Abba” di Genova. Il personaggio centrale de La Signora del Neroli è una semplice raccoglitrice di fiori d’arancio – a Vallebona, un luogo quasi sospeso tra Italia e Francia – ma grazie a innate capacità e a una grande forza di volontà, riesce a prendere le redini dell’azienda. Una crescita personale che va di pari passo con un gran valzer di personaggi tra la Liguria e il Piemonte, tra gioie e tormenti, passioni e dolori.
«Emma è una ragazza che sicuramente ha doti molto particolari – sottolinea Chiara Ferraris in questa intervista, in cui racconta anche la lunga gestazione del romanzo e i progetti futuri – e spiccate, è una giovane donna con un gran senso imprenditoriale che riesce a guardare una situazione, e a capire come farla fruttare di più. È intelligente, perspicace, ma soprattutto è una ragazza che ama molto il luogo in cui abita, la sua famiglia, le tradizioni che la circondano, ma sente dentro di sé un’inquietudine che è legata a questo essere frattura. Nel senso che cambierà completamente il proprio destino, diventando la padrona di tutto».
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