Una pioggia incessante, una fuga in montagna, un dolore del passato. Marco Marrucci nel suo primo romanzo “Le balene” – primo romanzo anche per la casa editrice Racconti che inaugura così il marchio Gregor – racconta una catastrofe naturale e una solitudine interiore, con un linguaggio poetico portato all’estremo….
A meno di dieci anni dalla fondazione, la casa editrice Racconti cambia idea. Cambiare idea non significa rinnegare la strada fatta, ma affiancarla in modo intelligente. La colonna vertebrale è sempre stata la narrativa breve, quella probabilmente più difficile per chi scrive e quella forse meno attraente – almeno così in tanti sostengono fra gli addetti ai lavori – per chi legge. È nato adesso un nuovo marchio di Racconti edizioni dedicato ai romanzi, Gregor. A inaugurarlo è Marco Marrucci, già autore di due raccolte di shot stories per Racconti e abile a fare un passo successivo, senza distanziarsi troppo dal precedente.
L’acqua che condiziona luoghi e uomini
Una lunga pioggia – ci avevano pensato anche l’autore della Bibbia, Gabriel García Márquez e Nicola Pugliese, grande scrittore napoletano da riscoprire – dà il là a Le balene (160 pagine, 16 euro) del toscano Marco Marrucci. Niente riferimenti spaziotemporali, un linguaggio poetico in certi frangenti portato all’estremo, e un peso incessante, un’atmosfera da fine del mondo. E se ogni cosa sembra precipitare, più o meno lo stesso accade a Giona, protagonista del romanzo, solo apparentemente tranquillo e intento a vivere normalmente la propria quotidianità, salvo raggiungere una vecchia casa di famiglia, un luogo montano quando l’acqua si fa troppo minacciosa e sembra condizionare non solo luoghi e oggetti ma anche gli uomini e i loro pensieri…
Dietro i silenzi
Marco Marrucci si confronta con una catastrofe, e lo stesso fa il suo Giona che, però, fa i conti anche con un dramma familiare che l’autore non svela subito; dietro i suoi silenzi ci sono delle sofferenze e al di là del maltempo si celano sentimenti. La forza del testo, comunque, non risiede certamente nel labile plot, quanto in una scrittura ammaliante e vivida, nella rappresentazione della solitudine. Questa prima volta per Marrucci e per Racconti edizioni segna l’inizio di una strada che promette cose belle…
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