Adam Johnson, la Corea del Nord tra miseria e propaganda

Divertente e tragico, un romanzo impossibile da dimenticare. “Il signore degli orfani” di Adam Johnson racconta la straordinaria (e senza ritorno) carriera di Pak Jun Do – figlio di una cantante e del direttore di un orfanotrofio – nella dittatura più oscura del mondo. Mentre Stato e Partito annientano tutto, Pak Jun Do prova a sopravvivere e a vivere…

«Johnson ha preso il regno di cartapesta della Corea del Nord e lo ha fatto diventare un posto reale e intrigante, impossibile da dimenticare» scrive il Washington Post a proposito de Il signore degli orfani (560 pagine, 13 euro) poderoso romanzo di Adam Johnson uscito nel 2013 per i tipi di Marsilio, con la traduzione di Fabio Zucchella. Accolto con grande clamore e giudicato il migliore libro del 2012 da venti dei maggiori quotidiani americani, dal Wall Street Journal al New York Times, dal Washington Post al Los Angeles Times, finalista al National Book Award, Il Signore degli Orfani racconta le intricate avventure di Pak Jun Do, il figlio di una madre scomparsa, una cantante rapita e portata a Pyongyang per allietare i potenti della capitale, e di un padre influente, direttore di un orfanatrofio. Per la sua devozione, la scaltrezza e l’intelligenza, la Corea del Nord gli offre una possibilità di carriera molto vantaggiosa, portando Jun Do a compiere un percorso senza ritorno attraverso le stanze segrete della dittatura più misteriosa e controversa del pianeta.

Peripezie e un incontro

Da «umile cittadino della più grande nazione del mondo», Jun Do diventa un rapitore professionista, costretto a destreggiarsi tra regole incomprensibili, violenza e richieste assurde da parte dei suoi superiori, per poter sopravvivere. Di pagina in pagina, ascoltiamo da vicino il tono trionfalistico e spudorato della propaganda, poi le descrizioni feroci della realtà: la miseria che non lascia scampo, la violenza chirurgica dello Stato, il sistema di detenzione che ingoia le persone, consumandone ogni energia e costringendole a massacranti turni di lavoro nelle miniere o nei campi, mentre il Partito, vigile, spegne ogni singulto di ribellione. Procedendo fra dialoghi surreali, in una società che sembra uscita da un sogno lisergico e feroce, Pak Jun Do incontrerà sulla propria strada l’attrice Sun Moon, e questo lo porterà inaspettatamente a riprendere in mano la sua vita.

L’amore e il sacrificio

Il romanzo, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2013, ci mostra a che livello di folle incubo possa arrivare la vita in un regime totalitario retto da leader che hanno completamente smarrito il senso della realtà, (e Adam Johnson lo sa bene, essendo stato uno dei pochissimi americani ad aver visitato la Corea del Nord, traendo da quell’esperienza il materiale che ha fatto da base per il libro) ma è anche un racconto sull’amore e sul sacrificio, divertente e tragico, seducente e terribile. Impossibile da dimenticare.

Guarda il video di Carmela Scotti, disponibile anche sulla sua pagina Instagram (clicca qui)

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