Scegliere la morte, con Alberto Iglesias certezze e dubbi

“Il progetto” di Alberto Iglesias è un testo teatrale dalla temporalità frantumata che mette in scena gli avvocati Linda e Simón alle prese con le possibilità giuridiche di una morte scelta.Tra di loro affiorano sentimenti ed esitazioni…

La pièce teatrale Il progetto (78 pagine, 13,50 euro) di Alberto Iglesias si muove attraverso tre spazi: un ufficio, un ristorante e una nave vuota e abbandonata, e attraverso una temporalità frantumata, che procede e retrocede continuamente.

Un piano controverso

Simon, sessantenne avvocato affermato, e Linda, cinquantenne avvocata, lavorano a un progetto controverso legato al diritto di scegliere la propria morte.
L’ambito professionale diventa progressivamente il terreno sul quale si incontrano, si avvicinano e infine si scontrano le loro convinzioni, le loro paure e le rispettive vite private.
Linda e Simón si interrogano sulle possibilità giuridiche di una morte scelta e sulle procedure necessarie per garantire che il consenso sia effettivo.
Cercano investitori, discutono autorizzazioni e immaginano un sistema nel quale la volontà della persona possa essere verificata anche nel momento decisivo.

Una relazione

Tra i due nasce intanto una relazione che supera i confini professionali ma che comprende anche netti contrasti mettendo in primo piano la domanda che attraversa l’intera pièce: quanto può essere davvero individuale una decisione che coinvolge inevitabilmente gli altri?
Il progetto sembra trovare sostenitori, ma Linda comincia a dubitarne, prende le distanze dalla società e registra le proprie riflessioni, interrogandosi sull’impossibilità di liberarsi dei legami, delle paure e dei fantasmi che determinano le nostre scelte.

I successivi incontri con Simón assumono così significati differenti, perché ogni ritorno nel tempo modifica ciò che lo spettatore credeva di avere compreso.
Il dispositivo dei salti temporali è uno degli elementi più efficaci della drammaturgia: il tempo non serve soltanto a raccontare, ma a rivelare. Ritornare su una scena significa comprenderla diversamente. La temporalità diventa quindi una forma di analisi psicologica.

Polvere e cenere

La pièce di Alberto Iglesias, tradotta da Annabella Canneddu ed edita da Thaïs, affronta il tema della libertà individuale e della responsabilità verso gli altri, tra il diritto di sottrarsi alla sofferenza e il desiderio di chi ama di trattenere chi sta per andarsene.

Ma tra le macerie ci sono solo altre macerie, polvere e cenere. La cenere di tutto ciò che non tornerà mai più ad essere. Ci rimarranno sempre i sogni e la poesia. Ma né i sogni né la poesia pesano abbastanza da tenerci incollati a terra.

Il motivo delle macerie, che ritorna lungo la pièce, assume così un valore strutturale e simbolico: non indica soltanto ciò che rimane dopo una distruzione, ma ciò che continua a esistere sotto forma di traccia: relazioni, scelte, paure, progetti infranti. Polvere e cenere diventano quindi la materia di ciò che non può essere ricostruito, ma anche il residuo da cui continuano a emergere sogni e possibilità.

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