Kalamian ed Eremo firmano “Quando eravamo invincibili”, storia che risale agli anni Sessanta di una squadra piacentina di giovani calciatori, in lizza per il titolo nazionale. Poesia, solidarietà, passione, il racconto da non perdere di un calcio che quasi non esiste più…
C’è un’epica tutt’altro che banale in un libro che celebra una squadretta degli anni Sessanta, non un club con trionfi internazionali e immensi stadi da accendere di entusiasmo. È un’epopea minima, ma felicissima e genuina, fiorita nei cortili o in campi spelacchiati di periferia, carica di passioni. Per comprendere il valore di Quando eravamo invincibili (236 pagine, 13,90 euro), volume scritto, per Einaudi Ragazzi, da Leili Maria Kalamian e Matteo Eremo (insegnanti complementari per curiosità e passione e amore per la scrittura), basterebbe guardare la foto in bianco e nero che c’è nelle ultime pagine, una squadra di calcio senza lustrini ma con tanta passione, sei ragazzi in piedi, cinque accosciati, il portiere che tiene una mano sopra il pallone. Una squadra vera, come una storia vera è alle base di questo volume scritto a quattro mani.
L’alchimia di un gruppo incredibile
Il romanzo racconta una parabola vincente di altri tempi, una formazione da oratorio, a Piacenza, che manda in visibilio un sacerdote e le morose dei ragazzini in campo (spopolava La partita di pallone, canzone di Rita Pavone e le fidanzate facevano capolino sugli spalti…). L’allenatore, Mario Lovattini plasma un gruppo incredibile con pochi tocchi alchemici, e riesce a vincere il campionato locale con una cavalcata incredibile, conclusa con una rete in extremis di Sartori, il più timido e introverso dei suoi ragazzi. Però è solo l’inizio, verso sfide a dimensione nazionale, prima di «cinque partite a eliminazione diretta, se arriviamo in fondo. Per di più, contro le migliori squadre dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto. Basta un pomeriggio storto e tutto finisce all’istante, capisci?».
Crescere assieme
Nella stagione 1962/1963 l’Olimpia San Sepolcro, partendo dal quartiere Ciano di Piacenza, scrive una storia incredibile e non soltanto in ambito sportivo. Fra gare di solidarietà (una colletta di quartiere…), dinamiche interpersonali e scoperte poetiche (alla fase finale di Rimini i giovani calciatori restano incantati scoprendo per la prima volta il mare), la squadra emiliana, scovata dagli autori fra archivi e testimonianze, prende corpo, dando vita a una storia esemplare, specchio di quegli anni magnifici, di ottimismo per l’Italia intera. Il messaggio di invincibilità legato al titolo? Nulla di tronfio e nessun trionfo (è un finale vero, non l’epilogo che magari ci si attenderebbe…), non essere soli, stare in gruppo, vincere e crescere assieme, contando reciprocamente sulle forze dei compagni, questo si trasmette ai lettori. Un libro entusiasmante adatto a ogni età, che ci ricorda da dove venivamo, chi eravamo. Una bella sorpresa, questo volume di Kalamian ed Eremo.
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